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CRONACA
Napoli: Devianza minorile e uso delle armi per il compimento di reati. Giornata di studi in Prefettura
19 Febbraio 2021 21:28 —

In data odierna si è svolta presso la Prefettura di Napoli, in partnership con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, una giornata di approfondimento sul tema “Mercato delle armi e devianza grave minorile nell’area metropolitana di Napoli. Criticità e soluzioni”.

La giornata ha preso avvio con i saluti del Prof. Vittorio Amato, Capo del Dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo Federiciano ed è proseguita con un approccio multidisciplinare per vagliare, con l’ausilio dei diversi interlocutori intervenuti, gli aspetti più critici della devianza minorile  dal punto di vista sociologico,  normativo e operativo.

In particolare, è stato presentato il lavoro, ancora in corso, del Gruppo di analisi interforze sulla circolazione delle armi illegali nell’area metropolitana di Napoli, istituito presso la Prefettura di Napoli, e finalizzato a descrivere le dinamiche di circolazione delle armi e le relative modalità di approvvigionamento anche tra soggetti minorenni.

Nel suo intervento, il Prof. Giacomo Di Gennaro dell’Università Federico II di Napoli ha descritto le interferenze esistenti tra  questione criminale, devianza minorile e condizioni ambientali, sottolineando che il problema della devianza minorile impone un approccio articolato, con azioni preventive di tipo sociale e infrastrutturale che rappresentino per i ragazzi occasioni di crescita, allontanandoli dai modelli espressi dalla criminalità organizzata.

In questa ottica, il Presidente per il Tribunale per i Minorenni di Napoli, Patrizia Esposito, ha evidenziato la multifattorialità della devianza minorile: povertà educativa, scarsità di modelli di riferimento, assenza valoriale, contesti ambientali malsani.

Dal punto di vista normativo, è stato altresì rilevata la duplice funzione del  processo penale minorile, teso a bilanciare sanzione e rieducazione  generando percorsi di responsabilizzazione per i minori. Il recupero del minore non si esaurisce con l’esecuzione della pena, ma come sottolineato dal Presidente Esposito, richiede una rete di effettivo sostegno sociale.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata all’analisi dei modelli predittivi, anche sulla scorta delle esperienze maturate in altri contesti.

Il tema è stato introdotto, per l’Università Cattolica di Milano, dal Prof. Ernesto Savona, Direttore di Transcrime, il quale ha messo in risalto l’importanza del processo di raccolta dei dati, quale strumento essenziale per la comprensione dei meccanismi di circolazione delle armi da fuoco e delle modalità con le quali i minori ne entrano in possesso.  A coadiuvare l’intervento del Professore Savona, sono successivamente intervenuti il Dott. Stefano Delfini – che ha illustrato le attività svolte sul tema, a livello nazionale, dal Servizio di Analisi Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza- e il Prof. Marco Dugato che ha presentato uno studio comparativo dei reati commessi da minori, nell’area milanese e quella napoletana. Tale ricerca si fonda sul superamento dei modelli di predective policy, adottando un approccio nuovo, c.d. di prospective policy, come sintesi tra il momento della raccolta dati e quello della loro analisi.

La Prof.ssa Maria Luisa Iavarone dell’Università Parthenope di Napoli ha affrontano invece il tema dell’incidenza della povertà educativa e di quella materiale sui modelli di comportamento dei minori e sullo sviluppo della loro carriera criminale, evidenziando la necessità di adottare una visione prospettica e preventiva al fine di ridurre i fattori di rischio.

Le criticità del crimine minorile sono state al centro dell’intervento del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli Maria de Luzenberger Milnernsheim, che ha espresso preoccupazione per le tipologie di crimini, di particolare recrudescenza, commessi dai minori nell’area partenopea.

Gli interventi sono terminati con il contributo del Dott. Elia Lombardo, Docente al Master di Criminologia Università Federico II di Napoli, che ha descritto il processo di costruzione dei modelli predittivi, in particolare di X-Law, la loro importanza per le politiche di sicurezza in ragione della loro flessibilità applicativa.

La giornata è terminata con le conclusioni del Prefetto di Napoli Marco Valentini che, nell’occasione, ha proposto l’avvio di un  progetto di ricerca specifico sui temi emersi nel corso dell’incontro, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II e con gli altri soggetti presenti, eventualmente attraverso la sottoscrizione di un Protocollo.

19 Febbraio 2021 21:28 - Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2021 21:28
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