21 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 08:27
CRONACA
Napoli: Di Giacomo, (Sindacato Polizia Penitenziaria) "al Governo chiediamo la revisione dell’attuale sistema carcerario e maggiori tutele per i poliziotti"
03 Ottobre 2017 14:32 —

Continua il tour in tutta Italia del segretario generale del sindacato polizia penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo che ha toccato le maggiori città del centro nord (Milano, Padova, Torino, Roma) e questa mattina è stato a Napoli in una conferenza stampa dinanzi il Consiglio Regionale per denunciare la grave situazione in cui versano le carceri italiane. Nello specifico, in Campania a fronte di una capienza regolamentare di 6146 detenuti ne risultano presenti 7174 con un affollamento del 116%. Poliziotti previsti 4588 ed una reale presenza di 4274. Questi i numeri di una situazione che rappresenta in pieno la drammaticità delle carceri campane. Continua Di Giacomo “a questo va aggiunto il fallimento della vigilanza dinamica ossia la maggiore fiducia concessa ai detenuti attraverso una serie di concessioni intramurarie prime tra tutte la piena possibilità di muoversi all’interno della sezione senza più essere chiusi all’interno della cella. Questo ha portato in Campania come nel resto d’Italia un aumento degli eventi critici primi fra tutti le aggressioni nei confronti dei poliziotti penitenziari che oramai sono quotidiane e gli scontri tra detenuti. I dati, inoltre, sui suicidi dei detenuti all’interno del carcere sono in netto aumento: 45 nel 2016, 44 dall’inizio dell’anno sino ad oggi, di cui un suicidio nel carcere di Poggioreale.” Di Giacomo, inoltre, lamenta l’aumento della paga oraria dei detenuti che lavorano del 83% (i detenuti lavoranti sono circa 15 mila), mentre per i poliziotti penitenziari il rinnovo contrattuale è fermo da otto anni. Si consideri, inoltre, che i detenuti si dovrebbero pagare la carcerazione cosa che non avviene mai; mentre, dall’altra parte viene chiesto il pagamento del posto letto ai poliziotti penitenziari. Conclude Di Giacomo: “senza considerare, infine, la vergogna dei braccialetti elettronici costati 110 milioni di euro e con un utilizzo di qualche decina di dispositivi per il decennio 2000-2010. Oggi, invece, vi è la corsa all’utilizzo del braccialetto persino a chi ha ammazzato una ragazzina di sedici anni e se ne va in giro in auto per ore ed al quale viene concesso l’utilizzo del braccialetto elettronico sono dopo due mesi di carcerazione. ”Il segretario generale alla fine del suo tour, la prossima settimana a Palermo, chiederà al Ministro ed al Governo una revisione dell’attuale sistema carcerario e maggiori tutele per i poliziotti penitenziari impegnati quotidianamente a garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari.

03 Ottobre 2017 14:32 - Ultimo aggiornamento: 03 Ottobre 2017 14:32
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