22 Ottobre 2019 - Aggiornato alle 00:50
CRONACA
Napoli: Ennesimo suicidio nel carcere di Poggioreale. Di Giacomo (SPP) "vergogna senza fine servono ruspe per abbatterlo"
20 Settembre 2019 16:30 —

“Di fronte all'ennesimo suicidio di un detenuto nel carcere di Poggioreale c'è una sola soluzione per risolvere una vergogna senza fine: fare intervenire le ruspe per abbatterlo”. A sostenerlo è il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo ricordando le numerose iniziative tenute persino in agosto con l'obiettivo -dice -di “tenere alta l'attenzione su una situazione ingovernabile che colpisce personale e detenuti e che è il simbolo più clamoroso ed evidente del fallimento delle politiche penitenziarie del nostro Paese". “Ricordo le polemiche per non parlare dei veri e propri insulti ricevuti quando in conferenze stampa sotto Poggioreale – aggiunge Di Giacomo – ho raccontato la verità sulle condizioni di reclusi e lavoratori ed ho chiesto provvedimenti drastici. Accade invece che in queste ore si ripete la liturgia di comunicati e dichiarazioni formali per tacitare coscienze che specie nei politici hanno le più gravi responsabilità perché in tutti questi anni si è finto di non sapere che a Poggioreale ogni giorno scoppia una lite, ci sono aggressione tra detenuti e contro il personale penitenziario, si trova almeno un telefonino o una sim, un quantitativo di droga. Lo Stato qui ha derogato ad ogni obbligo. Uno Stato che possa definirsi tale non può e non deve accettare di non avere il controllo delle sue strutture, in questo caso delle carceri, permettendo ai mafiosi e ai camorristi di continuare a comandare e gestire le organizzazioni criminali dall'interno delle carceri che invece dovrebbero essere luoghi atti a garantire l'isolamento dalla società di pericolosi criminali, invece, nella realtà, non solo permettono ai boss di continuare a comandare, ma garantiscono ad essi anche di farlo senza il pericolo di essere ammazzati da qualche rivale”. Per Di Giacomo “c'è un'altra faccia della medaglia: sulla base di dati diffusi dal sito “errorigiudiziari”, che vanno dal 1992 alla fine dell'anno scorso, i casi di detenuti innocenti sono oltre 27mila e 200. Circa un migliaio l'anno. A Poggioreale la media è di 40-50 cittadini che ingiustamente condividono l'Inferno con quanti si sono macchiati di reati gravissimi. Per i risarcimenti lo Stato ha speso fino a oggi oltre 700 milioni di euro, pari a circa 28-30 milioni di euro in media ogni anno. Solo il 2017 si è chiuso con un aumento sia dei casi di ingiusta detenzione (che hanno raggiunto quota 1.013, contro i 989 registrati nel 2016), sia dell’ammontare complessivo dei relativi risarcimenti (34.319.865,10 euro). Per avere un'idea di dove si annidano i numeri maggiori di ingiusta detenzione si può fare riferimento ai casi indennizzati: a Catanzaro il primato, con 158. Subito dietro c’è Roma (137), e quindi Napoli (113), che per il sesto anno consecutivo si conferma nei primi tre posti. Poggioreale è un carcere dove lo Stato ha fallito ed è per questo che torniamo fortemente a chiedere che venga chiuso e abbattuto quanto prima ricordando a chi, solo qualche settimana fa ci ha accusati di avere una visione distorta della realtà, che la politica dello struzzo non ripaga mai, la realtà va guardata in faccia ed affrontata”.

20 Settembre 2019 16:30 - Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2019 16:30
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