13 Novembre 2019 - Aggiornato alle 00:18
SPORT
Napoli: Furto con scasso al San Paolo di Giovanni Spinazzola
30 Ottobre 2019 23:09 —

Furto con scasso al San Paolo. O, se preferite, rapina a mano armata ai danni del Napoli. Scegliete voi il reato, in base alle vostre preferenze, tanto la differenza è minima. Non ci riferiamo all’ennesimo caso di cronaca accaduto nella città partenopea o, meglio, parzialmente; perché è stato un qualcosa di scandaloso, da codice penale. L’ennesima prova di un calcio italiano sempre più nel degrado ed è anche difficile non pensare alla malafede nell’epoca del VAR. Già, ma cos’è successo? Minuto 86. Llorente viene affossato da Kjaer in area di rigore, con un intervento tra football americano e wrestling, altri sport dunque. Giacomelli, arbitro triestino, lascia correre e sul capovolgimento di fronte pareggia l’Atalanta (unico errore di Maksimovic, che tiene in gioco lo sloveno). Proteste vibranti della panchina azzurra e dei calciatori, tutti sono una furia; il fischietto si consulta con Banti – il VAR di questa gara – livornese, altro genio, e concede il gol agli orobici. Il San Paolo è una bolgia, un inferno, Ancelotti ed i suoi collaboratori una furia. Ne fanno le spese proprio il tecnico ed il team manager De Matteis, entrambi espulsi. Il Napoli non vuole tornare a giocare, però poi il gioco riprende e, dopo nove minuti di recupero, la farsa finisce. È il terzo rigore negato allo spagnolo; a questo punto vien da pensare che il Navarro sia antipatico alla classe arbitrale italiana. Kjaer, infatti, si disinteressa del pallone nell’azione incriminata, affossa l’ex Tottenham e la passa liscia. È anche difficile crederlo, perché Giacomelli nemmeno va a rivedere l’azione al monitor. Scioccante. Impossibile, quindi, analizzare la partita; il Napoli è stato derubato di due punti e gli è stato impedito di tornare al successo ed agganciare in classifica l’Atalanta. Una grande gara giocata dagli azzurri; a tratti ha giganteggiato chiudendo gli avversari nei 16 metri e dominato in lungo ed in largo contro la formazione più in forma del campionato. Ha quasi ridotto a comparsa la squadra di Gasperini, con Ancelotti fine stratega e bravissimo ad indovinare tutte le mosse. Era un successo meritato, in porto quasi senza difficoltà, soprattutto nel finale, prima del fattaccio che ha le proporzioni dello scandalo. Intensità – purtroppo solo a tratti, però - ed un Fabian Ruiz magistrale le note liete di una squadra che ha perso Allan già al 5’ (domani gli esami, problema al ginocchio destro) ma ha visto un Zielinski in netta crescita ed un Maksimovic ritornato dall’infortunio e già importante. Sprazzi di Lozano – buon inizio, fino a scemare – e di Insigne ed un Callejon che ha il loro neo dell’aver sprecato una ghiotta occasione. Sono mancate, alla squadra, un po’ di cinismo e cattiveria sotto porta che avrebbero potuto mettere la partita in discesa, già sul 4-0 dopo la prima mezz’ora di gioco. Milik ha segnato ancora, è stato sfortunato sulla punizione ma ha anche sprecato due palle gol – la seconda clamorosa – che un bomber non può sbagliare. Il polacco dovrà crescere in questo fondamentale per diventare completo e tra i migliori d’Europa, perché la tecnica non gli manca. Il Napoli, sempre più lontano dalla vetta, ad otto lunghezze dalla Juve, ora, dovrà veicolare tutta la rabbia accumulata nella gara contro la Roma; all’Olimpico sarà un vero e proprio big match, una delle gare più sentite contro una formazione davvero in forma. Sabato, alle 15, la squadra ha un unico risultato; la vittoria. 

30 Ottobre 2019 23:09 - Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2019 23:09
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