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SPORT
Napoli: Il rigore negato a Callejon è la prova che la VAR così non funziona
26 Novembre 2018 17:54 —

Il Napoli, ieri, non ha certo giocato la sua migliore partita. È mancata intensità, ma anche cinismo sotto porta ed una fluidità di manovra, soprattutto nel primo tempo, che abbia impedito agli azzurri di aprire una gara poi diventata complicata nel corso dei minuti. L’ha ammesso anche Carlo Ancelotti in conferenza stampa ed i partenopei, sotto questo aspetto, devono decisamente migliorare. È, però, innegabile affermare come il Napoli sia stato penalizzato dagli arbitri per l’ennesima volta. Anche ieri abbiamo assistito ad un torto arbitrale addirittura difficile da spiegare.  Re Carlo, davanti ai microfoni dei giornalisti, non ha certo posto l’accento su questo particolare, da gran signore, ma è chiaro che non possa essere taciuta una simil vergogna. È il 28mo minuto di gioco e Callejon entra in area, servito ottimamente da Malcuit; lo spagnolo è in netto anticipo sull’avversario – Obi nella fattispecie – e viene buttato giù con una spinta molto plateale.  “Il centrocampista del Chievo è in netto ritardo sull’avversario, tanto che Callejon si allunga il pallone anticipando Obi che non trova niente di meglio che spingere chiaramente con il braccio destro. Non sono in grado di evidenziare un contatto tra le gambe dei calciatori ma questo è un fattore che non ha alcuna importanza: è sufficiente la spinta per portare al calcio di rigore”. Così scrive sul suo blog Luca Marelli, ex arbitro della Can A, analizzando l’episodio.  Era rigore solare, dunque, chiaro, evidente, che avrebbe potuto permettere al Napoli di finire dal dischetto e provare a passare in vantaggio. Arbitro Chiffi (di Padova) decisamente scarso nell’occasione ed in tutta la partita, ma è chiaro che sorge spontanea la domanda: perché non è stato utilizzato il VAR? Classica domanda da un milione di dollari, dalla risposta sconosciuta. Chissà cosa sia passato nella mente del giovane padovano, uno dei meno positivi in stagione, chissà perché non hanno richiamato l’attenzione del fischietto Nasca-Costanzo, il VAR e l’AVAR designati per questa gara. Non avremo mai risposte, ed i dubbi resteranno a vita anche se l’errore è talmente solare e palese che sembra difficile non credere alla malafede. Non è la prima volta, tra l’altro, in questa stagione che il Napoli viene penalizzato. A Torino contro la Juve lascia ancora perplessi la gestione dei cartellini da parte del fischietto, ancora non è chiaro, invece, come l’arbitro di Genoa-Napoli non abbia sospeso la gara nonostante il Marassi fosse più vicino ad una piscina che ad un campo da calcio. Il risultato finale, poi, conta davvero poco; in Liguria andò bene, ma il principio resta quello. Fino a quando il popolo napoletano dovrà subire questo? Anche perché, parallelamente, c’è una Juve prima che domina e, al contempo, tutelata abbastanza; Dybala, infatti, ha una sensibilità davvero commovente. All’argentino basta essere toccato lievemente per crollare a terra e vedersi fischiare un rigore, come accaduto ad Empoli. E l’uniformità di giudizio? Mistero! 

Giovanni Spinazzola 

26 Novembre 2018 17:54 - Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2018 17:54
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