17 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 15:29
CRONACA
Napoli: Ordine dei Medici contro i manifesti pubblicitari che ritraggono camici bianchi in manette
21 Settembre 2018 16:11 — Pubblicità diffamatoria, Silvestro Scotti: «Il Legislatore intervenga per regolamentare il settore e mettere gli ordini professionali nelle condizioni di intervenire».

«E’ fondamentale che il Legislatore intervenga per regolamentare un settore ormai fuori controllo e porre freno a sgradevoli lotte di quartiere basate sulla logica del profitto». Così Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, commenta la feroce polemica che sta seguendo la diffusione di alcuni manifesti pubblicitari che ritraggono camici bianchi in manette. L’immagine è accostata alla descrizione dell’attività svolta dallo studio in questione, vale a dire tutela legale dei diritti del malato.

«Al di là di quelle che sarebbero considerazioni personali e di stile – dice Scotti – ritengo che simili manifesti non facciano altro che aumentare la tensione sociale tra medici e pazienti, creando artatamente un presupposto secondo il quale i primi vogliano mettere in atto chissà quali comportamenti fraudolenti e criminosi». Il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli evidenzia come, invece, una percentuale enorme dei contenziosi ai danni dei medici finisca con un’assoluzione con formula piena e comporti solo un esborso di denaro che viene sottratto al servizio sanitario pubblico. «Premesso che chiunque subisca un danno alla propria salute per un comportamento colpevole di un medico ha diritto di rivalersi nelle sedi più opportune, ove invece le azioni siano temerarie si rischia solo di aggiungere alla tragedia la beffa. Ogni euro che un azienda sanitaria pubblica e/o un medico, anche se poi assolto, deve spendere per la propria difesa è un euro che viene sottratto al fondo sanitario e/o all’investimento formativo e strumentale professionale individuale del medico da cui si ricava solo beneficio dei cittadini nel loro momento di bisogno assistenziale. Oltretutto un modello siffatto alla luce della carenza di medici nelle aree mediche a maggior rischio contenzioso anche per crisi vocazionale, prima ancora che una difesa della categoria, rappresenta una difesa dei cittadini e del loro diritto alla salute, a meno che questi ultimi non pensino domani di trovare assistenza sanitaria per paradosso nelle aule dei tribunali.

21 Settembre 2018 16:11 - Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2018 16:11
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