07 Maggio 2021 - Aggiornato alle 20:47
SALUTE
Napoli: Pellegrini, a processo medico che dimise Anna Siena, incinta, morta insieme alla bimba
10 Aprile 2021 13:38 — Borrelli (Europa Verde): “Emerga la verità su questo tragico episodio. Giustizia per Anna Siena e per la bimba che aveva in grembo”. La sorella: “Nessun ce la darà indietro, ma vogliamo che chi ha sbagliato paghi e quello che abbiamo vissuto noi non accada a nessun altro”.

“La notizia del rinvio a giudizio del medico dell’ospedale Vecchio Pellegrini che due anni fa dimise Anna Siena, nonostante i forti dolori, senza accorgersi che era incinta e che poi trovò la morte tre giorni dopo, è un primo passo importante nella ricerca della verità su questo tragico episodio. Fin dal giorno seguente alla morte di Anna ho chiesto che fosse fatta luce su quanto accaduto, verificando se fossero state adottate tutte le misure necessarie a salvare la vita a lei e alla bimba che aveva in grembo. Attendo fiducioso l’esito del processo, auspicando che sia fatta giustizia. Lo dobbiamo a lei e alla sua famiglia che ha sofferto davvero tanto in questi anni”. Questo il commento del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha presentato diverse interrogazioni in merito alla vicenda.

“Nessuno ci darà indietro mia sorella – ha dichiarato Olga Siena, sorella di Anna – ma chi ha sbagliato deve pagare. La mia rabbia è che, a due anni di distanza dalla sua morte, nessuno  si sia mai fatto vivo per chiedere almeno scusa. Né la dottoressa che ora è indagata, né la dirigenza dell’ospedale. Una mancanza di rispetto che fa ancora più male. Vogliamo giustizia affinchè a nessuno capiti quello che è successo a noi e vogliamo che chi non è in grado di dare la giusta assistenza sanitaria alle persone sia messo nelle condizioni di non nuocere più. Quel maledetto pomeriggio sarebbe bastata una semplice ecografia, o almeno una visita, anche semplicemente toccandola, per rendersi conto di ciò che stava accadendo. Invece niente. Tante ore in attesa, in preda a dolori lancinanti senza che nessuno intervenisse e poi le dimissioni senza nemmeno guardarla”.  Per Rosina Izzo, cognata di Olga: “Il trattamento e l’indifferenza mostrata nei confronti di Anna sono inaccettabili in una struttura sanitaria pubblica. Chi va in ospedale deve essere aiutato e soccorso al meglio, non abbandonato al suo destino. Ancora non ci capacitiamo di come mai non le abbiano nemmeno fatto un’ecografia che, forse, avrebbe potuto salvare la vita ad Anna e alla sua bimba. Vogliamo giustizia!”

10 Aprile 2021 13:38 - Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2021 13:38
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