23 Ottobre 2019 - Aggiornato alle 15:50
SPORT
Napoli: Re Carlo sempre più decisivo e fondamentale per le sue idee geniali e nella lettura delle partite
23 Settembre 2019 15:39 —

Il Napoli ha vinto anche ieri, con un rotondo 4-1 e quasi in scioltezza, contro un Lecce dal tasso tecnico decisamente inferiore per poter anche solo impensierire lo squadrone di Carlo Ancelotti. Stratega ancora una volta il mister, vero uomo in più del Napoli in questo inizio di stagione. Turn over e doppio centravanti, queste le mosse pensate dal Vate di Reggiolo capaci di far saltare il banco al Via del Mare. Il tecnico non gioca per il secondo posto, lo affermò ad inizio stagione, ed ha deciso di imprimere il suo marchio di fabbrica, forse stuzzicato dall’idea di giocarsela con Conte e Sarri in una sfida a tre per il titolo. Re Carlo sempre più decisivo, fondamentale, per le sue idee geniali e nella lettura delle partite, anche in corso. Ieri, come nelle ultime settimane, la squadra è partita con il 4-4-2, in fase passiva; Fabian Ruiz ed Insigne classici esterni di centrocampo a dare copertura anche ai terzini. In attacco, con il possesso palla, però, la squadra si è trasformata in un 4-3-3 asimmetrico; lo spagnolo, a centrocampo, si accentrava andando a svolgere il ruolo di mezz’ala d’inserimento – il suo movimento preferito, come ai tempi del Betis Siviglia ed in nazionale – con Insigne a formare un tridente atipico. Lorenzo, infatti, partiva largo per accentrarsi, mentre Milik sostava in posizione più centrale, quasi da trequartista o seconda punta lasciando libera l’area di rigore per Llorente. Risultato? Quattro gol segnati e doppietta per il Re Leone, tornato a ruggire sui campi della Serie A. Ancelotti si è quasi imposto per avere lo spagnolo e le prime gare gli stanno dando ragione; Re Carlo già aveva in mente l’utilizzo del Navarro pregustando proprio l’impatto che, puntualmente, sta avvenendo. Icardi, ne siamo certi, viste anche le difficoltà parigine, probabilmente starà masticando amaro ma i partenopei hanno già il nuovo idolo con la maglia numero 9, quello capace di segnare i gol facili, da anni mancante nell’organico azzurro. In fase passiva, con la squadra schierata con il 4-4-2, Elmas aveva il compito di dare copertura, mentre Zielinski quello di far ripartire l’azione, con Malcuit e Ghoulam chiamati a spingere fino a fondo fascia sfruttando le sovrapposizioni in proiezione offensiva. Il turn over, poi, l’altra mossa vincente; avere tutto il gruppo motivato ed in forma è una priorità assoluta per Ancelotti, per non minare gli equilibri interni dello spogliatoio e far riposare i più utilizzati. Ben otto i cambi dal Liverpool al Lecce; Ospina tra i pali, Malcuit e Ghoulam sulle fasce e Maksimovic al centro (il colombiano ed il francese per la prima volta dal 1’) in difesa, poi Elmas e Zielinski a centrocampo ed un attacco tutto nuovo di zecca, con Milik – al debutto stagionale dopo aver smaltito l’infortunio – e Llorente. Prima volta assoluta, quindi, per l’attacco pesante, con Ancelotti che ha sfruttato le qualità di Milik; Arek, ex Ajax, è in grado di giocare anche da seconda punta, essendo un centravanti atipico, tutt’altro che statico ma bravo palla al piede ed a dialogare con i compagni. D’altronde è un ruolo ricoperto dal polacco anche in nazionale dietro a Lewandowski e Re Carlo ha apprezzato la gara del numero 99, un’arma duttile, proprio come gradisce il tecnico, decisamente contento di poter inserire un’altra soluzione nella sua faretra. Attacco devastante, quindi, il migliore del campionato; Cagliari e Brescia, le prossime due avversarie, sono avvisate.  

Giovanni Spinazzola

23 Settembre 2019 15:39 - Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2019 15:39
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