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CULTURA&SPETTACOLO
Napoli: Rosy D'Altavilla L’amore oltre il tempo con Carmen di Marzo alla Domus Ars
21 Ottobre 2017 12:14 — Testo e regia Paolo Vanacore. Domani 22 ottobre ore 19.

Rosy D’Altavilla è un monologo brillante con inserti musicali scritto e diretto da Paolo Vanacore e interpretato da Carmen Di Marzo. La vicenda è quella di Rosetta, una donna semplice e umile, bidella in una scuola di Napoli, che possiede una caratteristica del tutto originale: ricordare esattamente ogni momento della sua esistenza precedente, nell’altra vita, tra l’altro, era Rosy D’Altavilla una famosa e celebre chanteuse del varietà, una ragazza dalle umili origini e dal grande talento che arriva a calcare con successo le scene nazionali. Oggi invece Rosetta è sola, non ha una famiglia, un amore, nulla, trascina stancamente la sua seconda esistenza nel ricordo malinconico della precedente, in particolare il suo cuore è ancora legato ad  Alfonso, l’uomo di cui era follemente innamorata, perso all’apice della celebrità.  Allo spettacolo faranno da cornice 13 splendide canzoni napoletane cantate dal vivo dalla bravissima Carmen Di Marzo e accompagnate da pianoforte e flauto. All’interno dello spettacolo verranno eseguite alcune canzoni che all’epoca ottennero un grande successo ma che, purtroppo, non sono riuscite a superare le barriere del tempo ma non per questo vanno considerate minori; sono state composte, infatti, da autori e musicisti più che autorevoli tra i quali Ferdinando Russo, Salvatore Gambardella, Salvatore Di Giacomo, Giuseppe Capaldo e tanti altri. A tale riguardo è importante sottolineare l’importante lavoro di ricerca e recupero di questi brani effettuato dal  Maestro Alessandro Panatteri finalizzato alla valorizzazione di un patrimonio musicale completamente dimenticato. In questo ambito prosegue, quindi, la collaborazione Panatteri-Vanacore che nel 2010 è sfociata in un altro spettacolo di grande successo dedicato a Gennaro Pasquariello e prodotto da Studio12. Vanacore, infatti, si è laureato in Storia del Teatro e dello Spettacolo proprio con una tesi sul cantante attore Pasquariello ed esegue da anni una serie di studi sul periodo d’oro della canzone napoletana che trova il suo massimo splendore tra la fine dell’800  e i primi anni del ‘900, dalle atmosfere dense e fumose dei cafè chantant ad una forma teatralmente più organica, il varietà.

21 Ottobre 2017 12:14 - Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2017 12:14
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