23 Settembre 2019 - Aggiornato alle 20:27
CRONACA
Napoli: San Giovanni Bosco, dottoressa aggredita e percossa durante una consulenza in pronto soccorso. Ciro Verdoliva: “Ci costituiremo parte civile
22 Agosto 2019 10:16 — Garau (Sindacato CoAS Medici Dirigenti): Solidariet√† e richiesta di giuste tutele".

“L’aggressione di questa notte è un gesto vile e indegno. Ho sentito la dottoressa e le ho personalmente garantito che l’azienda è e sarà al suo fianco anche in tribunale. Niente può giustificare quanto accaduto, un fatto che al di là del trauma fisico ed emotivo cagionato, mette a rischio l’assistenza”. Queste le parole del direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva nel commentare l’aggressione avvenuta nella notte ad un chirurgo che stava svolgendo consulenza in pronto soccorso. Medico che a causa della violenza subita avrà una convalescenza di almeno 30 giorni per il grave trauma facciale subito, fatto che inevitabilmente influirà sull’assistenza in modo significativo. “Chi ha aggredito la dottoressa - aggiunge Verdoliva - ha aggredito ciascun medico, ciascuna infermiera e operatore dell’ASL Napoli 1 Centro, ma soprattutto ha tolto ad altri pazienti il diritto di essere assistiti”. La direzione generale dell’ASL è pronta a reagire di conseguenza a queste aggressioni e ha già avviato una verifica interna volta a ricostruire quanto accaduto e a comprendere come le donne protagoniste dell’aggressione si siano introdotte – sembra addirittura “autorizzate” - in pronto soccorso aggirando i divieti tassativi introdotti proprio a garanzia degli operatori. “Se qualcuno crede ancora di poter dettare legge al San Giovanni Bosco o di poter ignorare le disposizioni dettate dalla direzione generale si sbaglia. Finché io sarò direttore generale di questa ASL il San Giovanni Bosco sarà al servizio solo dei pazienti e non tollererò che il personale medico e infermieristico sia ostaggio di nessuno. Il ripristino della legalità è stato avviato e non è più possibile ritornare indietro; è nostra intenzione dimostrare che siamo donne e uomini pronti a riprenderci la dignità per troppe volte calpestata e guadagnare, in campo, la fiducia dei cittadini. Abbiamo davanti una grande sfida ma anche l’incrollabile determinazione di per vincerla”.

Sull'aggressione al sanitario del San Giovanni Bosco interviene Alessandro Garau, segretario nazionale del sindacato CoAS Medici Dirigenti:  “Vogliamo inviare la nostra piena e totale solidarietà alla dottoressa aggredita ieri all’interno del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Non è accettabile che i medici debbano aggiungere la paura per la loro incolumità alla lunga lista di problemi che vivono quotidianamente sul posto di lavoro”.  “Da sempre, il CoAS chiede che siano assicurate ai medici le giuste tutele per poter compiere il loro lavoro in tutta sicurezza. Tuttavia, sembra che continuino a mancare le più basilari garanzie. Fra le violenze, le situazioni logistiche e locali oggettivamente difficili, turni massacranti e lo stress lavorativo a cui sono sottoposti i nostri medici, non dobbiamo poi sorprenderci se in numero crescente decidono di andare a lavorare all’estero. Ogni volta che un medico viene aggredito, è l’intero già fragile SSN che subisce un ulteriore vulnus.” “Vogliamo inviare alla collega – conclude Garau – il nostro sostegno e la nostra solidarietà, nella speranza che possa riprendersi fisicamente e psicologicamente dall’incresciosa aggressione subita.”

22 Agosto 2019 10:16 - Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2019 10:16
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