25 Settembre 2018 - Aggiornato alle 09:39
SALUTE
Napoli: Sanità, stop alle prestazioni nei centri accreditati fino a luglio
21 Maggio 2018 10:56 — Le prestazioni con le ricette riprenderanno il primo luglio.

Arriva il secondo stop delle prestazioni sanitarie del 2018 nei centri convenzionati. Nella ASL Napoli 1 Centro già è finito il budget stanziato per il secondo trimestre per quasi tutte le branche, laboratorio, cardiologia, radiologia. Ben presto anche nelle atre ASL della regione ci sarà il blocco dell’erogazione delle prestazioni per conto del SSN, e come di consueto le strutture private accreditate potranno erogare prestazioni solo in regime privatistico. L'assistenza in convenzione, quindi, riprenderà solo dal primo luglio.

La domanda più frequente dei cittadini quando si trovano di fronte a questo blocco ad intermittenza è sempre la stessa: “ma il blocco non avveniva sempre ad agosto-settembre?".

La principale anomalia sussiste nel fatto che su base nazionale la Regione Campania risulta essere la più penalizzata, dal momento che vengono stanziate meno prestazioni rispetto alle altre regioni. In particolare per la diagnostica di laboratorio abbiamo circa 6,8 prestazioni procapite/anno, contro una media nazionale di 9,3 con un massimo di 12 prestazioni procapite del Piemonte e dell’Umbria. Significa che l’assistenza è sottostimata di circa il 30 % sulla media nazionale. A questo si aggiunge che le strutture private sono remunerate in media meno di circa 1,5 volte rispetto a quelle del nord, fino ad arrivare a 2,5 volte in meno rispetto ad alcune regioni. Ad esempio un esame di routine in Campania è remunerato 5,46 contro alla media nazionale di 8,45, con punte addirittura di 13 euro.

Pertanto le strutture che operano sul territorio campano, sottopagate e con uno stop ad intermittenza, vanno in grande difficoltà e le multinazionali ne traggono giovamento facendo grandi profitti all’estero e in altre regioni, per poi fare affari in Campania rilevando centri a bassissimo costo. Ciò determina perdite di posti di lavoro e di reddito che non ritorneranno mai più al territorio.

Sicuramente il sistema sanitario regionale potrebbe essere migliorato nella gestione che spesso è come la rete idrica, perde acqua strada facendo, tuttavia resta nel commissariamento della sanità la causa principale di questa situazione.

Questo affidamento straordinario, che di straordinario non ha più nulla dal momento che dura oramai da oltre dieci anni, è dovuto ad errori di gestione di amministrazioni passate. I vincoli di bilancio rigidissimi fissati dal Ministero e da essi controllati periodicamente, non permettono di adeguare i servizi alle esigenze dei cittadini e soprattutto allinearli a quelle delle altre regioni, dette più virtuose.

La politica, anche se volesse, ha pochissimi margini di manovra per potersi svincolare dai dettami imposti direttamente dal Governo Centrale. Di fatto, è una situazione che è di gran lunga lontana dalle logiche di autonomia degli enti locali. La Campania è stretta in una morsa di vincoli e ristrettezze economiche che oramai sono insostenibili ed il cui effetto è proprio l’attuale drammatica situazione. I centri privati convenzionati sono costretti a cedere a facoltose lobby straniere. I professionisti dipendenti perdono il posto di lavoro sotto la scure della razionalizzazione, i cittadini sono privati dei servizi essenziali per tutti i dodici mesi all’anno pur pagando i tributi più alti, basti pensare alle accise sulla benzina in Campania. Sul fronte pubblico, le strutture sono costrette a sostenere il sistema sanitario con personale e risorse inadeguate, senza poter garantire persino prestazioni semplici economiche ma essenziali, nei tempi e modi appropriati, come può essere un prelievo domiciliare a pazienti allettati, prestazione che allo stato attuale, non esiste.

Resta una situazione gravissima dove i cittadini tutti, pazienti, imprenditori, operatori, pagano un prezzo altissimo per errori passati e sono trattati come gli ultimi della classe in una regione martoriata già da gravissimi problemi ambientali e occupazionali. 

Salvatore Cortese

21 Maggio 2018 10:56 - Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2018 10:56
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