18 Luglio 2019 - Aggiornato alle 00:25
CRONACA
Napoli: Sciopero dei penalisti. Sindacato Polizia Penitenziaria “S.PP.”: Domani saremo a fianco degli avvocati dell’Unione delle Camere Penali
08 Luglio 2019 11:03 —

Il Sindacato Polizia Penitenziaria “S.PP.” domani sarà a fianco degli avvocati dell’Unione delle Camere Penali che hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale con manifestazione a Napoli per denunciare lo stato “confusionale e distruttivo” dimostrato dall’attuale Governo sui temi della detenzione: lo riferisce Aldo Di Giacomo, segretario generale Sindacato Penitenziari comunicando l’adesione e il sostegno del S.PP.

Da settimane, in questa torrida estate – afferma Di Giacomo - la situazione nelle carceri del Paese per il personale di polizia penitenziaria e i detenuti è diventata insostenibile. Sono sempre più numerosi i casi di aggressione agli agenti, di rivolte e risse tra detenuti, di suicidi e morti in cella. Abbiamo ampiamente messo in guardia l’Amministrazione Penitenziaria e il Ministero  della Giustizia sulla situazione esplosiva che l’afa degli ultimi giorni sta aggravando. 

Di Giacomo ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dicendosi convinto che  il Presidente resta l’ultimo baluardo di tutela di uomini e donne in divisa che tutti i giorni mettono a rischio la propria vita e di tutela dei detenuti, condividendo la necessità, espressa dai penalisti, che si adottino «i provvedimenti necessari a rendere i nostri istituti detentivi, e la vita che in essi si svolge, conformi alle leggi nazionali e sovranazionali, e degne di uno stato democratico occidentale».

Non possiamo ulteriormente tollerare l’assenza di iniziative da parte dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero  della Giustizia.

Il segretario del S.PP. ha reso noto che se nei prossimi giorni non interverranno provvedimenti concreti ed efficaci “ci vedremo costretti ad una clamorosa azione di protesta davanti al Quirinale”.

La politica italiana continua a comportarsi da “struzzo”, anche perché le carceri non rientrano nel cosiddetto contratto di programma, facendo finta di niente salvo ad urlare, alla pancia degli italiani, la voglia di aumentare gli arresti. Il Ministro Salvini parla addirittura di 12 mila nuove persone in cella come se le condizioni di sovraffollamento con tutto ciò che comporta per il personale penitenziario e i detenuti fossero una nostra fantasia.

08 Luglio 2019 11:03 - Ultimo aggiornamento: 08 Luglio 2019 11:03
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