20 Aprile 2019 - Aggiornato alle 06:13
CRONACA
Napoli: Secondigliano, sequestrati beni per oltre due milioni di euro
13 Dicembre 2018 11:50 —

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, su delega del Tribunale di Napoli - Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, a seguito di richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica, Sezione per le Misure di Prevenzione, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per oltre 2 milioni di euro, fra cui 11 immobili, tutti ricadenti nel comune di Napoli, e numerosi conti correnti, ai sensi del D. Lgs. nr. 159/2011, c.d. “Codice Antimafia”, secondo cui nei confronti di soggetti gravati da specifici precedenti penali, in presenza di determinati presupposti, possano essere applicate misure di prevenzione patrimoniale. In particolare, i Finanzieri del I Gruppo Napoli, all’esito di una delicata e complessa attività di indagine, hanno in primis ricostruito l’effettiva capacità patrimoniale non dichiarata di un soggetto, Aricò Espedito, residente a Napoli nel quartiere di Secondigliano, di anni 52, il quale nel periodo compreso tra il 1982 ed il 2014 si è reso responsabile di plurimi reati, tra cui associazione finalizzata alla truffa, furto in abitazione e ricettazione. Tale soggetto, unitamente al proprio nucleo familiare, aveva evidenziato una consistente sproporzione tra il patrimonio al medesimo riconducibile e le fonti derivanti dai redditi dichiarati e/o percepiti, rilevando quindi significative sperequazioni di spesa (acquisto di immobili, motoveicoli ed auto di lusso, beni mobili tutti rivenduti). Dal provvedimento di sequestro si evince come la situazione patrimoniale del nucleo familiare dell'uomo, sia stata nel tempo inidonea a sostenere le spese effettuate per acquistare immobili e numerosi motoveicoli, poi rivenduti, a fronte di minimi redditi da lavoro percepiti dal medesimo e dai suoi congiunti conviventi, al punto di far emergere come l’acquisto sia stato effettuato in mancanza di una provvista lecita. Il già citato “Codice Antimafia”, infatti, prevede la possibilità, in presenza della cosiddetta “pericolosità sociale”, di procedere al sequestro dei beni dei quali la persona nei cui confronti è iniziato il procedimento risulti poter disporre, direttamente o indirettamente, quando il loro valore risulti sproporzionato al reddito dichiarato o all'attività economica svolta ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, si abbia motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego. Tale istituto si pone quale utile strumento per intercettare i proventi delle condotte illecite poste in essere, anche qualora queste ultime non dovessero essere accertate a causa della loro complessità. Nello specifico, nei confronti di Aricò e del suo nucleo familiare, per un totale di 5 individui, sono stati sequestrati immobili e in alcuni casi la nuda proprietà degli stessi, tipo abitazioni, locali e box siti nel quartiere Secondigliano di Napoli, in via Monte Nero, IV Traversa Corso Italia e largo Macello, nonché i saldi attivi di libretti di deposito ovvero rapporti bancari agli stessi riconducibili. L’attività di servizio testimonia il costante impegno profuso ed il fondamentale ruolo istituzionale svolto dalla Guardia di Finanza di Napoli non solo nel campo della repressione degli illeciti, ma anche nell’attività di prevenzione degli stessi, con particolare riguardo alla lotta ai patrimoni illecitamente accumulati, che corrodono le fondamenta della lecita convivenza, per la salvaguardia dei diritti fondamentali ed inalienabili dei cittadini e dei lavoratori, salvaguardando il rispetto delle regole e della legalità.

13 Dicembre 2018 11:50 - Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2018 11:50
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