25 Agosto 2019 - Aggiornato alle 05:34
SPORT
Napoli: Universiadi, un successo clamoroso
15 Luglio 2019 16:17 —

Napoli, stavolta, l’ha fatta davvero fatta grossa. La città ha indossato l’abito più elegante ed ha catalizzato le attenzioni del Mondo intero, ricevendo sguardi d’ammirazione come quelli dedicati solo alle donne più belle. La sirena Partenope – tra l’altro mascotte della manifestazione – ha ammaliato tutti con il suo canto, proprio come accadde con Ulisse nell’Odissea. L’Universiade è terminata ieri con la cerimonia di chiusura disputata al San Paolo ma la coda della manifestazione durerà ancora a lungo. Chi poteva immaginare che Napoli riuscisse a portare a casa la missione? I suoi detrattori speravano in un fallimento che, purtroppo per loro, non c’è stato, anzi. Un successo clamoroso, anche per l’Italia che ha chiuso al sesto posto il medagliere con ben 44 medaglie (15 ori, 13 argenti e 16 bronzi), record assoluto per gli azzurri. Il tifo partenopeo è stato incredibile e, a volte, anche decisivo come ammesso dagli stessi atleti che hanno potuto contare sul calore dei napoletani fin dalla cerimonia di apertura dello scorso 3 luglio. In nove mesi la città s’è rifatta il look, a partire dalle ristrutturazioni del San Paolo (sold out nelle due cerimonie), fino al Palabarbuto, al PalaVesuvio (record di spettatori per ginnastica artistica e ritmica) ed alla piscina Scandone, gremite in ogni ordine di posto, soprattutto con gli azzurri protagonisti. Impianti rimessi a nuovo, altri costruiti ad hoc per l’occasione, come il centrale del tennis sul lungomare e con il golfo sullo sfondo, roba che Wimbledon può solo sognare. Solo piccoli problemi di viabilità, soprattutto nei primi giorni della manifestazione, ma poi tutto è filato liscio come l’olio. Napoli, dicevamo, sulle copertine del mondo intero; circa 6000 atleti da 118 paesi del mondo a sfidarsi in 18 discipline differenti, oltre 1200 media accreditati provenienti da 53 paesi e poco più di 40 televisioni a trasmettere le gare per una manifestazione seconda solo alle Olimpiadi per importanza e numeri. Un’invasione pacifica nella terra dell’accoglienza per eccellenza, un misto di culture e lingue che ha solo evidenziato le qualità della città partenopea. Napoli, è bene ricordarlo, ha avuto solo nove mesi e non due anni come accade in genere (il Brasile ha rinunciato) per organizzare il tutto; una sfida a tempo di record accettata e vinta, perché il capoluogo campano – come ci ha raccontato l’attore Alessandro Incerto – è abituato alle scommesse. Un trionfo, quindi, che ha portato in alto il nome dell’Italia e dato ancora più lustro a Napoli, con media di mezzo mondo entusiasti nel constatare l’organizzazione. Dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Cina al Canada al Sudamerica, i titoli si sono sprecati, a differenza di una parte della stampa italiana evidentemente dedita ed impegnata ad altro. Un peccato per loro, ma tant’è. Napoli ne esce sicuramente rinforzata dopo le Universiadi, con i dirigenti FISU più che soddisfatti per quanto messo in pratica nel poco tempo a disposizione. Non è mancata qualche bacchettata, perché si può sempre migliorare, ma appare certo un dato incontrovertibile; la città partenopea è pronta ad organizzare manifestazione sportive di altissimo livello arrivando, perché no, un giorno a poter ospitare le Olimpiadi. La sfida l’abbiamo lanciata, Napoli – ne siamo sicuri - non si tirerà indietro.  

Giovanni Spinazzola 

15 Luglio 2019 16:17 - Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2019 16:17
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