26 Gennaio 2022 - Aggiornato alle 11:51
CRONACA
Operazione "Beatrix" della GdF. Presi 91 stranieri, nigeriani e ghanesi, con il reddito di cittadinanza percepito indebitamente. Truffa da un milione di euro
07 Dicembre 2021 12:34 — A Ferrara sono 10 le persone denunciate negli ultimi tre mesi. Recuperati 50.000 € di contributi per il reddito illecitamente percepiti.

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle belicine sotto il coordinamento del Comando Provinciale di Trapani e con il coinvolgimento della sede provinciale dell’I.N.P.S., hanno consentito di accertare come 91 soggetti stranieri, prevalentemente di nazionalità nigeriana e ghanese, tra il 2020 e il 2021, abbiano ottenuto indebitamente l’accesso al Reddito di Cittadinanza attestando falsamente, all’atto della domanda di accesso al beneficio, di essere residenti sul territorio nazionale da almeno dieci anni.

Uno dei numerosi requisiti normativi contemplati per l’accoglimento della misura di contrasto alla povertà introdotta nel 2019 è infatti che il richiedente, al momento di avanzare all’INPS l’istanza per l’ottenimento dell’erogazione, sia residente da almeno un decennio nello Stato italiano, condizione che l’aspirante percettore deve autocertificare nel momento in cui formula la richiesta.

Gli approfondimenti eseguiti dalla Guardia di Finanza su una vasta platea di domande RdC accolte nel Comune di Castelvetrano sin dalla decorsa annualità hanno permesso di far emergere come molti soggetti stranieri, alcuni dei quali oggi residenti al di fuori del territorio siciliano ed immigrati dal continente africano solamente in tempi recenti, abbiano avuto illegalmente accesso alla misura socio-economica, dichiarando fraudolentemente di godere del requisito di residenza e così percependo erogazioni non spettanti, per circa 300.000 euro complessivi.

Il tempestivo intervento dei finanzieri, che al fine di arrestare l’aggravio erariale in atto hanno fornito immediata comunicazione all’Istituto Previdenziale, ha evitato che ulteriori somme, per circa 700.000 euro, fossero illecitamente intascate nei prossimi mesi dai 91 cittadini stranieri, i quali sono stati tutti denunciati alla competente Autorità Giudiziaria ed obbligati a restituire allo Stato gli importi indebitamente ottenuti.

L’operazione, eseguita dalle Fiamme Gialle partendo dal patrimonio informativo messo a disposizione dall’INPS sulla base dell’intesa stipulata con il Corpo a livello centrale, ben testimonia l’incessante impegno operativo profuso dalla Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria a forte vocazione sociale, nel reprimere ogni genere di illecito e garantire, ancor di più nell’attuale e delicata fase storica, un trasversale presidio di legalità ed una costante opera di vigilanza in materia di spesa pubblica.

Indagini anche a Ferrara dove la GdF, nell’ambito della sistematica azione di contrasto all’indebita percezione di risorse pubbliche, in sinergia e collaborazione con l’INPS, ha individuato, solo negli ultimi tre mesi, 10 soggetti che hanno illecitamente ottenuto il reddito di cittadinanza, utilizzando dichiarazioni e/o documenti falsi, oppure omettendo le informazioni dovute nella dichiarazione sostituzione unica (D.S.U.).

Oltre alla denuncia, i percettori del sussidio sono stati segnalati all'INPS per la revoca e/o la sospensione del contributo e per il recupero delle somme già erogate, che si aggirano ad una somma di circa 55.000 €.

Un primo filone investigativo ha permesso di individuare, attraverso con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo e delle informazioni messe a disposizione dall’INPS, la posizione reddituale e patrimoniale di 2 cittadini stranieri, (1 brasiliano e 1 nigeriano), che hanno falsamente autocertificato, nelle istanze prodotte per ottenere il sussidio, di essere, da lungo periodo di tempo, residenti in Italia, percependo sussidi mensili dai 500 ai 700 €. In questi casi la normativa richiede, per i cittadini stranieri, la sussistenza di un doppio requisito per richiedere ed ottenere il “Rdc”: la residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio erogato e il possesso della cittadinanza di un Paese U.E. o di un permesso di soggiorno permanente o di lungo periodo (per gli extra comunitari).

Fra le posizioni irregolari, ulteriori 6 sono riconducibili a persone tutte italiane condannate in via definitiva nei dieci anni precedenti alla richiesta del contributo o tratte in arresto per gravi reati (quali, l’omicidio, l’estorsione, la rapina, i maltrattamenti in famiglia, le gravi lesioni, il porto abusivo d’armi, l’associazione a delinquere), alle quali la norma sul reddito di cittadinanza non consente l’accesso al beneficio.

Altre 2 posizioni non regolari sono tutte riconducibili a false attestazioni delle relative D.S.U. In particolare i richiedenti e i beneficiari del sussidio risultano 2 stranieri (1 magrebino e 1 nigeriano). In un caso, il nigeriano, con licenza di ambulante, aveva omesso di dichiarare di essere titolare di un reddito d’impresa, dal quale traeva il sostentamento per il rispettivo nucleo familiare, mentre nell’altro, il magrebino, non aveva comunicato la variazione della propria situazione alloggiativa.

Gli interventi complessivamente eseguiti, confermano l’impulso profuso della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito nel settore della spesa pubblica, a beneficio delle famiglie che hanno tutti i requisiti richiesti per ottenere i contributi, cui deve essere prioritariamente indirizzata, soprattutto in questo particolare momento storico, ogni azione economica di sostegno.

07 Dicembre 2021 12:34 - Ultimo aggiornamento: 07 Dicembre 2021 12:34
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