16 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 10:18
CRONACA
Operazione "Pegaso" 71.564 visite per rinnovo patente a nero. 13 medici evadono quasi due milioni di euro a Pordenone
07 Settembre 2017 11:48 —

Nell’ambito di attività finalizzate al contrasto dell’evasione fiscale nei confronti di soggetti percettori di redditi di lavoro autonomo, la Guardia di Finanza di Pordenone ha posto sotto la lente di ingrandimento l’attività libero professionale, condotta da alcuni medici specialistici, relativa al rilascio di certificazioni per la guida di autoveicoli. Tali specifiche prestazioni sono state verificate in quanto, oltre a prestarsi a fenomeni evasivi, coinvolgono una vasta platea di soggetti che – con cadenza variabile da due a dieci anni – deve sottoporsi a visite mediche per ricevere l’idoneità psico-fisica per il rinnovo delle abilitazioni di giuda. L’attuale disciplina normativa prevede, in caso di primo conseguimento della patente, che i certificati di idoneità siano trasmessi dai professionisti del settore in formato cartaceo alla Motorizzazione Civile Provinciale che riversa poi i dati nel sistema informatico del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, invece, per le visite mediche di rinnovo delle patenti di guida, la procedura impone ai medici di trasmettere telematicamente, all’Ufficio Centrale Operativo del citato Ministero, i dati dei certificati rilasciati. Nel corso di una accurata pianificazione delle attività ispettive è stata quindi acquisita, da parte della Guardia di Finanza di Pordenone (su supporto digitale) la documentazione di oltre 119.000 posizioni afferenti prestazioni rese, in un quinquennio, da medici operanti nella Provincia a favore di altrettante persone che richiedevano il rilascio/rinnovo della patente di guida. Dette evidenze informative massive sono state poi confrontate con le posizioni reddituali dichiarate dai professionisti certificatori all’Amministrazione Finanziaria ed è stato quindi rilevato che le prestazioni mediche perfezionate (da un costo medio unitario di circa 25,00 euro) erano state, in 71.564 episodi (pari al 60% delle prestazioni complessive), rese in evasione di imposta ossia senza il rilascio di alcun documento fiscale.

07 Settembre 2017 11:48 - Ultimo aggiornamento: 07 Settembre 2017 11:48
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