22 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 10:21
SALUTE
Parte da Napoli la fase itinerante della campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”
05 Ottobre 2017 15:46 —

Contro il tumore al seno l’arma principale è la prevenzione, ma cosa succede a quelle donne che per una ragione o per l’altra si ritrovano con un tumore metastatico? Da questa domanda parte la campagna «Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico», promossa da Pfizer in collaborazione con Fondazione AIOM - Associazione Italiana di Oncologia Medica e Europa Donna Italia, per rompere il silenzio che circonda il tumore al seno metastatico e dare voce alle pazienti. Per questo, da oggi (5 ottobre) sino a domenica 8, a piazza Dante ci sarà un’installazione molto particolare: la Folla Immobile. Trenta figure su una piattaforma circolare. Una folla di sagome che danno le spalle allo spettatore da qualunque punto di osservazione e lo obbligano a fermare lo sguardo. L’idea è quella di “costringere” i passanti a confrontarsi con l’atteggiamento prevalente nei confronti del tumore al seno metastatico: una patologia di cui si parla poco e a cui si tende a “voltare le spalle”. L’installazione è il cuore della campagna di sensibilizzazione Le loro storie, raccolte nella prima fase del progetto e disponibili sul sito www.voltatiguardaascolta.it, vengono adesso promosse attraverso una campagna itinerante di cui Napoli ospita la prima tappa, patrocinata dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli. E la prima delle voci che si è fatta ascoltare è quella di Stefania, veterinaria di Napoli che da tre anni lotta contro la malattia. «Affrontare questa battaglia – spiega – non è semplice. Si devono sconfiggere i pregiudizi e le falle del sistema. In Campania, ad esempio, esistono grandi professionalità ma ci sono ancora grossi problemi organizzativi». «In Campania possiamo stimare tra le 6 mila e le 9mila donne con tumore mammario metastatico. Nella maggior parte dei casi oggi è possibile ottenere una cronicizzazione della malattia, anche per anni, attraverso l’impiego sequenziale di vari tipi di trattamento: la terapia ormonale, la terapia a bersaglio molecolare e la chemioterapia - spiega il professor Michelino De Laurentiis, Direttore Oncologia Medica Senologica, Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli – I risultati terapeutici sono in costante miglioramento, grazie all’avvento di terapie innovative, come gli inibitori delle CDK4/6». «Dare voce alle donne colpite da un tumore della mammella metastatico significa ascoltarle, comprendere le loro esigenze e aiutarle a mantenere la migliore qualità di vita, che oggi è uno degli obiettivi principali nel percorso di cura di tutti i pazienti oncologici – afferma Sabino De Placido, Direttore Oncologia Medica Università degli Studi di Napoli Federico II – Le pazienti con tumore al seno metastatico sono in primo luogo donne, mogli, madri, spesso professionalmente attive: attraverso l’ascolto riusciamo a coinvolgerle nel percorso di cura e le aiutiamo a comprendere che questa malattia si può affrontare, che oggi in molti casi la prospettiva è la cronicizzazione».

05 Ottobre 2017 15:46 - Ultimo aggiornamento: 05 Ottobre 2017 15:46
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