01 Dicembre 2022 - Aggiornato alle 22:22
POLITICA

"Piantedosi presenta a Napoli il nuovo piano del Governo su videosorveglianza e criminalità organizzata" di Giovanni Spinazzola

18 Novembre 2022 15:42 —

Un patto per Napoli. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in visita nella città partenopea per presentare il nuovo piano del governo su videosorveglianza e criminalità organizzata. Un tavolo con il sindaco Gaetano Manfredi, del prefetto Claudio Palomba e del capo della polizia Lamberto Giannini. Al comitato per l’ordine e la sicurezza presenti anche il questore Alessandro Giuliano, Enrico Scandone, comandante provinciale del Carabinieri e l’assessore alla sicurezza Antonio De Iesu oltre al procuratore Rosa Volpe ed il procuratore generale Luigi Riello.

Sono venuto qui per ascoltare – ha esordito il titolare del Viminale – abbiamo iniziato dalle aree metropolitane, prima Milano poi Napoli che, al pari di Roma, hanno problemi in comune da trattare analogamente seppur con rispettive specificità”. Ed il ministro inaugura anche una sorta di nuovo corso. “Napoli vive di turismo 12 mesi l’anno ed i problemi specifici che ha devono indurre in riflessioni e vanno trattati con metodologie differenti rispetto al passato”. 

Molto caro al ministro il tema della videosorveglianza, che a breve sarà implementato con l’arrivo di nuove telecamere. “C’è stato un miglioramento dell’efficienza all’81% e sono in arrivo più fondi per la sicurezza urbana per avere un sistema sempre più efficiente” ha spiegato. “Sono arrivate decine di unità nel 2022 e ci saranno 45 uomini di nuova introduzione” ha poi aggiunto, svelando di fatto come siano i privi provvedimenti siano ormai pronti.

Tema molto scottante quello della criminalità giovanile e minorile. “È un fenomeno grave che non può essere affrontato solo con sicurezza pubblica e codice penale. Servono strumenti finanziari e logistici, si deve lavorare insieme”, ha spiegato, rinfrancato, però, dalla “grande abnegazione” con cui il tema è affrontato nella città partenopea. “Sono confortato dalla coesione interistituzionale che ho riscontrato” ha ammesso, sostenendo come siano in piedi iniziative concrete in grado di aiutare le autorità locali. “Sono a perfetta conoscenza del fenomeno – ha poi aggiunto in merito alla dispersione scolastica – anche nella sua particolarità e c’è piena sinergia con le istituzioni per trovare soluzioni adeguate”.

Altro tema molto caldo, quello dell’occupazione abusiva delle case. Un fenomeno che non riguarda solo Napoli, come ha spiegato il ministro Piantedosi. “Si tratta di un fenomeno comune anche ad altre città. Il raccordo interistituzionale è perfetto, con i tempi che chi opera per la legge deve seguire. Le istituzioni devono avere i loro tempi per operazioni concretamente efficaci. È un tema sfidante – ha aggiunto – perché incrocia problemi di criminalità organizzata, di welfare sostitutivo della criminalità organizzata ma anche di ostaggio, di scudi umani, anche di persone che hanno effettivamente bisogno delle case. Il lavoro è molto proficuo, però, per la ricerca di una soluzione e distinguere questi casi, offrendo soluzioni alternative in grado di garantire la salvaguardia delle oggettive fragilità”. Il ministro è stato chiaro. “Non ci saranno occupazioni che saranno risolte buttando in strada bambini, anziani e persone malate, ma è necessario tenere conto di cointeressenze criminali e di evitare significati premiali per chi ha in qualche modo concorso a queste situazioni”.

Decisamente evasivo sul tema dell’autonomia, definito “un dossier delicato”, il ministro non si è tirato indietro nemmeno sulla questione migranti, incalzato dalla stampa presente. “Dobbiamo gestire noi e non i trafficanti il sogno migratorio dei giovani dall’Africa – ha esordito – l’Italia ha ottenuto che l’argomento sia affrontato con la giusta attenzione in Europa. Il piano prevede la necessità di ogni tipo di azione di fermezza in grado di respingere i traffici illegali nel Mediterraneo. Ogni azione di tal tipo dev’essere poi compensata con fenomeni di durata più lunga, strutturali in grado di prevedere corridoi umanitari e flussi di ingresso legali. L’Italia – ha poi concluso – non ha nulla da imparare dagli altri, ha esperienze da mettere a sistema e rese funzionali che siano da contraltare alle azioni di fermezza. L'indagine della Procura di Caltanissetta ha svelato cosa ruota attorno al traffico di uomini che avviene nel Mediterraneo, che non riguarda le ong”.

Il sindaco Manfredi, in apertura di conferenza, ha voluto “ringraziare il ministro per la vicinanza con la nostra città” svelando la grande sintonia tra le parti. “Si deve rafforzare la percezione di sicurezza dei cittadini, potenziare i sistemi di videosorveglianza e del controllo del territorio di una città che oggi è turistica 12 mesi all’anno. Attenzione alle periferie poi, luoghi di grande contrasto sociale ed attenzione per i giovani, a partire dalla dispersione scolastica.  Si parte dai ragazzi per affrontare la criticità dei ragazzi”.

 

18 Novembre 2022 15:42 - Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2022 15:42
Commenti (0)


Per commentare questa notizia accedi all'applicazione o registrati se non hai ancora un account
Questo sito utilizza cookie tecnici per offrirti una migliore esperienza di navigazione sul sito.
Navigando su questo sito accetti l'utilizzo dei cookie.

Chiudi