25 Agosto 2019 - Aggiornato alle 04:30
CRONACA
Roma: Omicidio Cerciello Rega, le regole d'ingaggio non funzionano
27 Luglio 2019 16:18 —

Sono due ragazzi americani di 19 e 20 anni di San Francisco ad ingaggiare la colluttazione che è costata la vita al vice brigadiere dell'Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega di Somma Vesuviana. Si chiamano Christian Gabriel Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee. Il loro fermo per omicidio volontario e tentata estorsione è arrivato al termine di un lungo interrogatorio in cui uno dei due ha confessato di aver affondato per almeno 8 volte la lama di un coltello nel corpo del Carabiniere  E dopo il ritrovamento del coltello usato per uccidere il militare nascosto dietro un pannello nel soffitto della stanza dove i due americani alloggiavano. A 24 ore dall'accaduto la dinamica comincia a diventare più chiara anche se rimangono molti punti oscuri da chiarire con precisione, da parte degli inquirenti, per evitare che i capi d'accusa possano non reggere del tutto in fase dibattimentale. C'è ancora da chiarire la posizione dell'uomo che ha chiesto l'intervento dei Carabinieri e che precedentemente si era reso protagonista di indicare agli americani colui che gli avrebbe potuto vendere la droga che poi, invece, per 100 euro gli ha venduto della semplice aspirina scatenando la reazione dei ragazzi che pretendevano la restituzione dei soldi e per questo gli hanno sottratto il borsello finendo per mettere in atto il reato comunemenete conosciuto come "cavallo di ritorno". E poi c'è da chiarire la dinamica precisa dell'intervento degli uomini dell'Arma e dell'organizzazione di tutta l'operazione. Interrogativi su cui gli inquirenti stanno lavorando per avere le risposte. Una cosa è certa.  Le regole d'ingaggio, in questo caso, non hanno funzionato e vanno cambiate per evitare che si possano ripetere simili drammatici eventi. Difatti, nel caso in questione, trattandosi di un’operazione di servizio in borghese, le forze dell'ordine non dovevano essere identificabili nè nelle immediate vicinanze doveva esserci alcun militare in divisa o auto di servizio perché questo avrebbe insospettito le persone da cogliere in flagranza di reato. Né tantomeno ci si poteva avvicinare mostrando di avere un’arma poichè avrebbe significato farsi subito notare e quindi mandare a monte l’intervento. È prassi, quindi, che si agisca così. Èd è del tutto evidente che è una fase oggettivamente molto pericolosa, perché la reazione può arrivare, come è arrivata, in qualunque momento ed è imprevedibile, e l’agente o il carabiniere è in una condizione di netto svantaggio, a differenza dell’altro che invece potrebbe già avere pronta all’uso un’arma da fuoco o un coltello. Il caso di Mario Cerciello Rega, purtroppo, ha dimostrato che alcune cose nelle regole d'ingaggio devono essere riviste. 

Antonio Pianelli

 

27 Luglio 2019 16:18 - Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2019 16:18
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