02 Dicembre 2020 - Aggiornato alle 01:43
CRONACA
Salerno: A Vibonati i Palombari della Marina Militare distruggono alcuni residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale
09 Luglio 2020 13:30 —

Questa mattina i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Napoli, sono intervenuti nello specchio d’acqua del Comune di Vibonati (SA) per effettuare un’operazione subacquea tesa a rimuovere e distruggere alcuni residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

La Prefettura di Salerno ha richiesto l’intervento di urgenza a seguito della segnalazione da parte di un cittadino, alla locale Capitaneria di Porto, circa il rinvenimento di due manufatti riconducibili a residuati bellici.

L’intervento degli operatori di Comsubin ha permesso di riconoscere ed identificare ben 15 ordigni di cui 12 colpi di artiglieria da 90 mm e 3 colpi da 40 mm che giacevano a circa 6 metri dalla battigia da oltre 70 anni.

Gli ordigni, sono stati prontamente rimossi e trasferiti in una zona di sicurezza, individuata dalla competente Autorità Marittima, dove sono stati distrutti attraverso le consolidate procedute in uso al Gruppo Operativo Subacquei tese a preservare l’ecosistema marino.

Nei prossimi giorni gli uomini del Gruppo Operativo Subacquei della Marina Militare, effettueranno ulteriori controlli nelle zone limitrofe al punto di ritrovamento dell’ordigno per accertarsi che il fondale non presenti ulteriori pericoli per la popolazione.

Al termine dell’operazione, il Comandante del Nucleo SDAI di Napoli, Tenente di Vascello Gianfranco Tommasi, ha dichiarato: “Siamo intervenuti d’urgenza su segnalazione della Prefettura per verificare quanto segnalato da un coscienzioso cittadino circa la presenza sul fondo di due probabili ordigni. Grazie a questa tempestiva segnalazione abbiamo avuto la possibilità di rimuovere 15 ordigni bellici, risalenti alla seconda guerra mondiale.  Ci tengo a ricordare che chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili ad un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin al fine di rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare”.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione a favore della collettività.

Chiunque dovesse imbattersi in oggetti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, non deve in alcun modo toccarli o manometterli, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alle autorità di polizia competenti.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 72.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1° gennaio 2020 sono già oltre 14.000 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare gli 8.000 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm.

Con una storia di 170 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità a mezzo ROV (veicoli filoguidati dalla superficie) oppure fino a 300 metri con intervento umano ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni secondo le rispettive competenze.

Foto e video Copyright Marina Militare

09 Luglio 2020 13:30 - Ultimo aggiornamento: 09 Luglio 2020 13:30
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