17 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 02:36
SALUTE
Sanità: Asl Napoli 1, finiti i soldi. I laboratori privati possono riaprire i battenti solo dal 1° ottobre
09 Agosto 2018 23:55 — Strutture pubbliche ridimensionate e privati in affanno perenne. E le multinazionali premono per fare affari. E' caos.

Nell’ultimo Consiglio dei Ministri, i titolari dei ministeri della salute, della giustizia e del lavoro hanno istituito una collaborazione al fine di strutturare un disegno di legge che possa arginare il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari. L’idea dei ministri è di predisporre un’osservatorio nazionale su tali eventi e definire aggravanti penali per chi usa violenza nei confronti di operatori sanitari nell’esercizio delle proprie funzioni. L’obiettivo del legislatore è quello di creare un ambiente protetto e tutelato affinché i sanitari possano operare serenamaente per garantire la qualità dei servizi ai cittadini.

Il fenomeno è divenuto frequente negli ultimi anni anche per le enormi difficoltà in cui versa la sanità che ha subito tagli lineari che hanno comportato riduzione dei presidi pubblici che hanno sempre meno risorse sia in termini economici che di personale atteso che fino ad oggi non è stato ancora possbile bandire concorsi.

A Napoli, negli ultimi giorni, sono si sono susseguiti diversi episodi di aggressione agli equipaggi del servizio 118, la capitale del mezzogiorno d'Italia e capoluogo di una regione già messa a dura prova da quasi dieci anni di commissariamento e nonostante le accise sui carburanti predisposte per il rientro dal debito sanitario. I primi tagli risalgono al 2010 quando l’allora Commissario alla Sanità predispose, tra l'altro, la chiusura dei laboratori di analisi pubblici perché troppo dispendiosi. Ciò fu possibile, senza creare disagi, solo perchè sul territorio vi era una fitta rete di laboratori privati accreditati che garantivano prossimità al paziente, urgenze, zero tempi di attesa e tempestiva refertazione. Il tutto ad un costo molto più basso delle strutture pubbliche.  

Analogamente, laddove le strutture pubbliche sono state ridimensionate, per gli alti costi, le strutture private hanno garantito un servizio sul territorio che ha costituito una risorsa per il Servizio sanitario Regionale a costi contenuti e predeterminati.

Questo ruolo centrale, ricoperto dalla sanità privata accreditata, è stato motivo di interesse da parte di grosse multinazionali della sanità  che cercano di acquistarle.   

C'è un grande interesse nella sanità privata campana, nonostante che risulti penultima per i soldi stanziati procapite dal fondo nazionale e che le tariffe applicate per i rimborsi dal servizio sanitario regionale siano tra le più basse d'Italia. Basti pensare che le tariffe applicate ai laboratori di analisi sono circa il 50% in meno di quelle applicate alle altre regioni. Infatti la Campania è indietro rispetto a regioni, considerate virtuose quali la Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, con una media di circa 60 euro procapite/anno in meno e con massimi che superano mille euro come differenziale con alcune regioni. Per finire i soldi stanziati per i privati accreditati si riducono sempre di più. Infatti, l’assistenza per il trimestre luglio-settembre nell’ASL Napoli 1 centro è già sospesa per l’esaurimento del budget in tutte le branche. Si ritornerà a poter accettare impegnative il primo di ottobre 2018.

La speranza delle strutture private accreditate storiche viene riposto nel nuovo decreto emanato a luglio dalla Regione Campania, in cui dovranno essere istituite le commissioni per la definizione dei nuovi requisiti e delle procedure da attuare per i rinnovi degli accreditamenti delle strutture pubbliche e private. Il titolo di accreditamento è condizione necessaria per poter erogare prestazioni per conto del SSR (centri convenzionati). L’auspicio è che in tale contesto non si creino meccanismi, che possano penalizzare ulteriormente le piccole strutture private come è successo per i laboratori di analisi, a favore delle mega strutture poli specialistiche centralizzate e prevalentemente gestite da grossi gruppi economici.

Ciò si potrebbe verificare se, alla stregua di quanto stabilito per i laboratori di analisi, si applicasse come criterio per l’accreditamento la soglia minima di efficienza che rappresenta la redditività della struttura, ovvero, un mero criterio economico che favorisce solo i grandi gruppi e penalizza le piccole strutture, senza tenere conto di alcun criterio oggettivo di misura della qualità delle prestazioni, che deve essere basato su molteplici aspetti del servizio sanitario e che tenga conto, soprattutto, della centralità e dei bisogni del paziente.

Dr. Salvatore Cortese 

09 Agosto 2018 23:55 - Ultimo aggiornamento: 09 Agosto 2018 23:55
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