16 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 20:35
SALUTE
Sanità: Consiglio di Stato sancisce che non c'è obbligo di aggregazione per i laboratori di analisi. In salvo migliaia di posti di lavoro
28 Luglio 2018 17:56 — Richiamo anche alla Costituzione sulla libertà di Impresa e la sottolineatura della parola “proposta” nell’Accordo Stato Regioni del 2011.

Dopo la Sentenza del Cga (Sezione Consiglio di Stato) della Sicilia del Luglio 2017, a distanza di circa un anno, giunge un’altra Sentenza del Consiglio di Stato del 24/07/2018 che chiarisce e delinea ulteriormente alcuni punti cruciali di errata interpretazione riguardanti proprio il riassetto della Rete Laboratoristica. Nella prima sentenza si evidenziavano importanti criticità circa la riorganizzazione . In particolare in quel contesto veniva sottolineato il “Rischio di danni gravi”  e l’ulteriore sottolineatura derivante dal rischio di oligopoli se non addirittura monopolio del Settore Sanitario da parte delle Lobby (richiamando anche gli indirizzi della UE in tal senso). In sede giurisdizionale, la Sezione Terza del Consiglio di Stato, con riferimento ad un ricorso della Regione Basilicata su tale questione, ha in modo esemplare enucleato le varie problematiche che hanno traghettato negli anni, giustamente, ad una corposa casistica di ricorsi da parte dei Laboratori di Analisi accreditati privati presso i vari TAR di competenza. E’ chiaro, quindi, che vi sono state delle interpretazioni forvianti relative all’obiettivo preposto nell’ Accordo Stato- Regione del 23 marzo 2011 e di cui evidentemente le Regioni non potranno non tener conto d’ora in poi, anche alla luce del recente DCA n° 50/2018 della Regione Campania che, sebbene per altre motivazioni, ha comunque congelato di fatto i termini dell’obbligo di aggregazione sul proprio territorio, dimostrando se non altro la complessità giuridica scaturente da tale imposizione. E' apparso chiaro fin da subito che i vincoli che si sarebbero voluti applicare nei confronti delle strutture accreditate incidevano sulla loro libertà di organizzazione e, più in generale, sull’ambito della iniziativa economica privata e, quindi su profili muniti di rilevanza anche costituzionale. Il Dott. Alessandro Bifulco,  sottolinea a ifattidNapoli, un altro aspetto molto importante e cioè che "l'aggregazione forzata non avrebbe creato di fatto alcun risparmio alle casse dello Stato, bensì alla luce delle evidenze avrebbe ed ha prodotto, per coloro che si sono già aggregati, l’esatto contrario con incidenza negativa sia sui posti di lavoro che non ultimo, sull’intero indotto delle Aziende fornitrici"  "Ormai è chiaro" conclude Bifulco, "che siamo ad una significativa correzione di rotta sotto l’aspetto meramente interpretativo, finalizzato ad un rientro nell’alveo del buon senso, oltre che in punta di diritto, di questa annosa vicenda che si trascina ormai da anni e che fino ad oggi ha prodotto solo perdite di posti di lavoro senza mostrare un ulteriore miglioramento effettivo del Servizio Sanitario all’utenza essendo i laboratori vincolati da tariffe pre-concordate e per di più arginate dai relativi limiti di spesa. Soddisfazione vivissima è stata espressa anche dal Dr. Salvatore Cortese che è stato uno dei primi a dare battaglia sulla vicenda.  

28 Luglio 2018 17:56 - Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2018 17:56
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