21 Agosto 2019 - Aggiornato alle 11:05
SALUTE
Sanità: "Fermate le strutture convenzionate. Sono finiti i soldi. In Campania assistenza negata" di Salvatore Cortese
17 Maggio 2019 18:01 — Altro blocco dell’assistenza sanitaria per le strutture private convenzionate. Si riprenderà a luglio.

Il giorno 16 maggio le strutture private accreditate della ASL Napoli 1 Centro, hanno ricevuto la comunicazione delle date in cui non potevano più accettare impegnative per conto del sistema sanitario regionale. Le date in cui sono terminati i fondi messi a disposizione per garantire l’assistenza erogata dalle strutture private sono per le visite specialistiche il 30 maggio, per la cardiologia il 10 maggio, la diabetologia 8 maggio, laboratorio analisi 3 maggio, radiologia 23 maggio.  Oltre al danno economico che le strutture private registrano avendo già erogato prestazioni poiche la comunicazione del blocco è arrivata, come al solito, in netto ritardo, sarà nuovamente negata l’assistenza ai cittadini della Campania e in particolar modo per quelli residenti nella città di Napoli, cui già viene garantita l'assistenza per meno di sei mesi all'anno. Le cose non vanno meglio per i cittadini residenti nelle altre le altre ASL, eccezion fatta per quelli di Avellino e Benevento, dove si riesce a garantire l’assistenza per circa 10 messi mesi dell’anno.  La gravità della situazione risiede nel fatto che le strutture private accreditate garantisco assistenza alle fasce deboli quali anziani, donne gravide, malati oncologici ed altre patologie gravi, che richiedono esami di routine a bassissimo costo, indispensabili per il monitoraggio dello stato di salute. L’alternativa è quella di recarsi presso le strutture pubbliche che spesso non sono in grado di easurire le richieste, specialmente in talune situazioni patologiche.  Una gestione più attenta ed oculata dei fondi potrebbe attenuare i disagi della popolazione e delle strutture private che sono una risorsa ed un puntio di riferimento territoriale.  Per migliorare la situazione in questo contesto economico, si potrebbe definire il limite di spesa su base annuale e non più trimestrale, per evitare una assistenza ad intermittenza che crea solo confusione e contenzioni.  Si potrebbe stabilire un fabbisogno di prestazioni annue in linea con la media nazionale, visto che in Regione Campania il numero di prestazioni procapite erogate è la più bassa d’Italia e  stabilire modalità omogenee di rendicontazione per tutte le ASL della Regione, per evitare disparità nel servizio e contenere con maggiori controlli le prestazioni ad altissimo costo che erodono il fondo sanitario.  Anche perchè i cittadini della Regione Campania non meritano una disparità dell’assistenza sanitaria tra le singole aziende. Soprattutto non sono cittadini Italiani di terza classe a cui viene garantita l’assistenza per soli pochi mesi all’anno, peraltro trasgredendo il principio della libera scelta sancito dalla legge, secondo la quale, ogni cittadino è libero di recarsi presso la struttura di fiducia sia essa a gestione privata o a gestione pubblica. 

17 Maggio 2019 18:01 - Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2019 18:01
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