13 Agosto 2022 - Aggiornato alle 16:31
SALUTE
Sanità: Le belle storie da raccontare
31 Luglio 2022 10:31 —

Quando si parla di trasporto infermi con le autoambulanze private per lo più ci vengono alla mente gli scandali che da sempre hanno investito il settore. Il più eclatante la richiesta di 500 euro per trasportare un paziente disabile dal Cardarelli ai Quartieri Spagnoli, per chi non conosce la città, parliamo di sette/otto chilometri di distanza, o del boom delle ambulanze abusive che chiedono mille euro per una chiamata. Brutte vicende sulle quali si sono accesi i fari dei pm sul servizio ambulanze a Napoli che hanno portato a numerosi indagati ed anche a qualche arresto.

La nostra, invece, è una bella storia da raccontare.

Siamo a cena da Annarè a Meta di Sorrento, ristorante 5 stelle Tripadvisor, tappa obbligatoria quando di passa da queste parti per gustare le "sinfonie" di Toni Trapani lo chef-contadino, e conosciamo Claudio Trofa e Alfonso Sansone, due operatori della Croce Bianca di Sorrento. 

Si parla di sanità e, quindi, delle vicende collegate al trasporto infermi che è il loro lavoro e gli chiediamo di raccontarci qualche aneddoto in merito.

Due giorni prima, all'ospedale di Sorrento erano stati chiamati per trasportare un paziente fratturato privatamente in un ospedale napoletano avendo lo stesso rifiutato il trasporto del 118 in altra città della Campania.  

Il costo preventivato e pattuito per il trasporto del paziente da Sorrento a Napoli, che prevede il pagamento a chilometri anche per il ritorno in sede quindi oltre 100 chilometri, era di 200 euro.

Giungono alle ore 22 e il paziente viene preso in carico dal presidio.  

A quel punto Claudio e Alfonso avrebbero dovuto "sbarellare" il paziente ed andare via ma gli viene richiesto di aspettare perchè al momento nel pronto soccorso non ci sono più barelle e neanche una sedia. Che fare pensano? E decidono, con il cuore, che non possono lasciare il ragazzo li così. Se fossero trascorse due o tre ore non valeva neanche la pena di raccontarla la vicenda. Ma il fatto eclatante è che il ragazzo è stato sbarellato, dopo numerose proteste a quel punto, alle 11 del giorno dopo. Si avete letto bene, dopo ben 12/13 ore dall'arrivo. 

Claudio e Alfonso, anch'essi sfiniti come il paziente, non chiedono soldi e ritornano a Meta. Nel loro lavoro, ci hanno detto, ne abbiamo viste delle belle, ma questa è top. 

Leggendo le cronache, altri avrebbero chiesto oltre 1000 euro ma quando si lavora anche il cuore il risultato è diverso.

Bravi Claudio e Alfonso, siete Top.

(nella foto Claudio e Alfonso con il nostro Direttore)

  

  

   

 

 

 

31 Luglio 2022 10:31 - Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2022 10:31
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