13 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 07:10
POLITICA
Sanità: Lega, "Gli ospedali napoletani sono inadeguati alla nuove sfide mediche. Giù la maschera, il vero responsabile è il governatore De Luca"
11 Novembre 2018 13:18 —

A pochi giorni dallo scandalo del ritrovamento di cariche batteriche di legionella nei boiler dell’impianto idrico dell’ospedale S.Paolo ecco che l’ASL Napoli 1 torna alla ribalta con un nuovo episodio di malasanità: le formiche, a distanza di 18 mesi dal S.Paolo ricompaiono anche nelle corsie dell’ospedale S.Giovanni Bosco invadendo il letto di una degente.

“A richiamarle è stata molto probabilmente una soluzione zuccherina utilizzata per l’alimentazione parenterale come può chiaramente dedursi da un video che sta girando in rete. – prova a dare una spiegazione il dott. Paolo Santanelli, coordinatore dela dipartimento Sanità della Lega a Napoli - La ripetizione dell’accaduto induce ad escludere responsabilità mediche o infermieristiche che vanno invece chiaramente addebitate alla fatiscenza delle strutture ospedaliere che peccano di manutenzione ed ammodernamento nonché all’immobilismo dell’assessorato regionale ed a cascata dei responsabili amministrativi.

Qua non si tratta di mancata sorveglianza dei pazienti ma dell’esistenza di strutture inidonee ad essere adibite nel terzo millennio, ad ospedali.  – rincara la dose l’esponente leghista - Sia chiaro però che ciò che ieri si è visto al S. Giovanni Bosco rappresenta solo la punta dell’iceberg di un problema molto più vasto che se fosse attenzionato dai NAS porterebbe all’immediata chiusura di tutte le strutture ospedaliere napoletane.

È inutile negarlo ma nonostante tutti i commissariamenti ed i risanamenti, l’ASL NAPOLI 1 è in emergenza continua ed a farne le spese sono sempre e solo i cittadini destinati ad accontentarsi di una sanità di serie B o forse addirittura di serie C. Costretti molto spesso a portarsi i farmaci da casa, i pazienti vivono la degenza ospedaliera ai limiti della dignità umana. Obbligati tutto il giorno a letto in assenza di ambienti comuni dove intrattenersi per ascoltare per esempio un telegiornale, dormono in camere a 4 letti che tra parenti e letti aggiunti in emergenza possono diventare anche a 10 posti. A Napoli, la privacy e l’ igiene sono solo un ricordo, persone che entrano ed escono a tutte le ore dai reparti, gente che indifferente dei divieti fuma in ogni anfratto idoneo... e potrei continuare per ore sulla vetustità delle strutture”.

Come capro espiatori vengono additati medici ed infermieri. La Lega non ci stà! Loro sono gli eroi di questa brutta storia. Ultimo baluardo contro la malasanità regionale. In Campania medici sottodimensionati rispetto alle esigenze di servizio e sottoposti a carichi di lavoro eccedenti di gran lunga i limiti sindacali, sono sempre in prima linea anche a costo della propria vita.

“E’ un gioco al massacro, talvolta sono anche i medici come di recente è accaduto alla povera dottoressa Caiazzo – continua Santanelli - che avrebbe contratto nell’esercizio delle proprie funzioni, una malattia infettiva mortale. Ma si sa che a Napoli se non “si fa il morto” non si muove nulla ed il prossimo morto, ve lo dico io, si farà in una indifesa sala di Pronto Soccorso sistematicamente aggredita di notte da bande di delinquenti abituati ad esprimere il loro dolore o il loro disappunto, con atti di violenza verso cose e persone”. 

“Non si può più tergiversare, giù la maschera e che il Governatore De Luca si faccia carico delle responsabilità politiche del caso perché sia ben chiaro che noi non resteremo immobili a guardare - tuona Simona Sapignoli, segretario cittadino della Lega Napoli”.

 

11 Novembre 2018 13:18 - Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2018 13:18
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