08 Aprile 2020 - Aggiornato alle 18:11
CRONACA
Sanità: Privati accreditati, dopo sentenza Consiglio di Stato Prefetto nomina Commissario per la redazione del fabbisogno delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e la determinazione dei tetti di spesa
04 Febbraio 2020 17:21 — M5S, Ciarambino: “L'aula bocciò la nostra mozione, il Consiglio di Stato ci ha dato ragione". cittadini”

“Da cinque anni in Consiglio regionale invochiamo l’adozione di una programmazione dei livelli di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie dai privati che trovi fondamento in una puntuale analisi dei fabbisogni della popolazione e non, come accade sotto la gestione di Vincenzo De Luca, sulla base di decisioni discrezionali. Un criterio, quello del fabbisogno reale, puntualmente prescritto dai tavoli di verifica ministeriale. In una mozione presentata nello scorso mese di agosto, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che accoglieva i ricorsi dei privati, abbiamo chiesto di ridefinire la distribuzione dei budget, tenendo conto delle reali esigenze territoriali. Mozione bocciata dall’aula, senza tener conto della sentenza a cui ha fatto seguito, in questi giorni, l’ordinanza di nomina del prefetto di Napoli a commissario per la redazione del fabbisogno delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e la determinazione dei tetti di spesa. L’ennesimo fallimento certificato del già commissario ad acta e governatore De Luca”. Lo dichiara la capogruppo regionale M5S e responsabile nazionale Sanità Valeria Ciarambino. “Da anni – sottolinea Ciarambino - chiediamo che siano assunti criteri più rigorosi di controllo e di rendicontazione delle prestazioni laboratoristiche, ma anche dei tetti di spesa adeguati al bisogno così che i pazienti non debbano pagare analisi, radiografie e visite di tasca propria ogni volta che il budget si esaurisce. Ad oggi non è dato sapere in base a quali parametri si stabiliscono i budget erogati alle Asl per pagare le prestazioni per i cittadini e distribuire senza criterio porzioni di una torta che vale centinaia di milioni di euro. L’unico criterio è quello della negoziazione ad oltranza con i centri privati.  Magari a fine anno, dopo che i cittadini hanno pagato di tasca propria esami e visite, l’accordo si fa e spuntano prebende per 20 milioni di euro, necessari a tenere buoni i centri privati e garantire le prestazioni in convenzione per l’intera durata della campagna elettorale”.

04 Febbraio 2020 17:21 - Ultimo aggiornamento: 04 Febbraio 2020 17:21
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