16 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 01:00
SALUTE
Sanità: Tetti di spesa e consorzi fanno chiudere i laboratori di analisi in Campania. Migliaia di famiglie in mezzo alla strada. E le lobby straniere avanzano
31 Maggio 2018 14:00 — Cittadini e operatori insieme martedì 5 giugno 2018 alle ore 17 al Centro Direzionale Is.E5.

Il 30 giugno prossimo chiuderanno definitivamente tutti i laboratori di analisi e migliaia di famiglie andranno in mezzo ad una strada. E' il grido di allarme dei laboratoristi della Campania che già a febbraio scorso, in una pubblica assemblea, evidenziarono al Presidente della Regione Vincenzo De Luca, che il piano di riorganizzazione della rete dei laboratori porterà alla perdita di 2500 posti di lavoro tra dipendenti, titolari di laboratori e operatori di aziende fornitrici, oltre a quelli già persi a seguito dell’aggregazione di oltre 300 laboratori.

Il piano, la cui partenza è prevista dal 30 giugno prossimo, non garantisce la qualità e capillarità sul territorio dell’attività analitica e pone in essere un alto rischio per il trasporto del sangue ed inoltre non garantirà la privacy. Sarà poi impossibile dare risposte per esami urgenti ai cittadini ed il know-how nonché il ruolo professionale di migliaia di professionisti verrà di colpo cancellato. A supporto della legittimità delle richieste, è stato anche evidenziato a De Luca che diverse regioni italiane, Lombardia, Friuli, Emilia Romagna,Toscana, Umbria, non hanno adottato norme, come la Campania, che obbligano l’aggregazione coatta dei laboratori di analisi cliniche.

Il 30 giugno prossimo, quindi, circa 300 laboratori dovranno trasformarsi in punto prelievo se non interverrà una nuova disposizione da parte della Regione. Significa che gli attuali laboratori non esisteranno più ed in quel luogo verranno eseguiti esclusivamente i prelievi che dovranno essere inviati poi in un laboratorio centralizzato che può trovarsi anche dall’altra parte della regione. Questa iniqua trasformazione comporterà inevitabilmente la perdita del lavoro per migliaia di laboratoristi e la chiusura di circa 50 aziende fornitrici di beni e servizi, anch’esse campane, che occupano circa 500 addetti, senza alcun risparmio per le casse del Sistema Sanitario regionale che paga le prestazioni, in numero ben determinato annualmente, a tariffa.

Per cercare di evitare questo tracollo sociale e spiegarne le ragioni ai cittadini i titolari dei laboratori di analisi uniti ai loro fornitori ed ai loro dipendenti, martedì 5 giugno 2018 ore 17, si riuniranno nella sala Tiempo al Centro Direzionale isola E5. Chiederanno nuovamente un intervento urgente del Presidente De Luca atto a scongiurare la “ghigliottina” del 30 giugno prossimo e la programmazione dei tetti di spesa annuali e non trimestrali, come calcolati attualmente, e su base regionale. Ciò per cancellare l'attuale discriminazione territoriale. Difatti, oggi si determina una situazione paradossale. I laboratori che da Napoli portano il sangue ad Avellino, Benevento o Salerno possono accettare le ricette del Servizio Sanitario Nazionale mentre i laboratori che gli esami li eseguono a Napoli non possono accettare le ricette. Va di per se che senza modifiche, verrà automaticamenta annientata la diagnostica di laboratorio in tutta la regione Campania. All’incontro al Centro Direzionale di martedi 5 giugno è prevista la partecipazione dei Consiglieri regionali Antonella Ciaramella ed Alfonso Longobardi che già da tempo sostengono la causa dei laboratoristi. E in tutta questa confusione, altra nota dolente, le lobby straniere avanzano.

A.P.

31 Maggio 2018 14:00 - Ultimo aggiornamento: 02 Giugno 2018 01:00
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