24 Maggio 2019 - Aggiornato alle 13:56
SALUTE
Sanità: Un altro anno di tribolazioni per i laboratori privati accreditati e per i cittadini napoletani
12 Gennaio 2019 01:02 — Già da fine gennaio si prevede lo stop alle ricette.

Il 2018 per le strutture sanitarie accreditate con la Regione Campania è stato un anno molto difficile, e se nel 2019 si ripeterà la stessa disastrosa gestione dei fondi moltissime strutture private, specie quelle ubicate nell’ASL Napoli 1, saranno costrette a chiudere, o, in alternativa, a cedere alle multinazionali. Difatti, le scelte politiche messe in atto da molti anni, hanno finito per favorire le mega strutture dei grandi gruppi a discapito dei professionisti locali e molto spesso anche della qualità dei servizi erogati. Particolarmente critica è stata e rimane attualmente la situazione dei laboratori di analisi ubicati nella ASL di Napoli, dove nel corso degli ultimi anni si è assistito ad una riduzione del numero di prestazioni che è passata da circa 10 milioni e mezzo a meno di 8 milioni nel 2018, con la riduzione dei fondi stanziati che da oltre 42 milioni di euro nel 2011, sono passati a meno della metà nel 2018. Tale situazione ha creato e crea enormi disagi ai cittadini napoletani, che per poter fruire di prestazioni non rinviabili, sono costretti a rivolgersi alle strutture pubbliche che hanno tempi di attesa lunghissimi e modalità di accesso contingentate e, quindi, non riescono a sopperire in toto alle richieste. Paradossale poi, che con l’applicazione delle nuove disposizioni regionali, nella stessa città di Napoli, ci siano alcuni punti prelievi, che hanno i laboratori centralizzati ubicati in altre città della regione, in particolare a Salerno, che possano accettare le impegnative a discapito di altri laboratori cittadini. A peggiorare ancor di più la già drammatica situazione, la questione dei fondi messi a disposizione nel riparto nazionale per la Campania, dove sono stanziate 6.8 prestazioni pro capite, il  27% in meno alla media nazionale che è di 9,3 prestazioni di laboratorio pro capite. Tutto ciò, chiaramente, va a discapito della cura, monitoraggio e soprattutto della prevenzione delle patologie. Se nulla cambierà, a breve i centri privati accreditati ubicati a Napoli, a febbraio e marzo non potranno nuovamente accettare le impegnative con gravi ripercussioni sugli utenti che non potranno accedere alle strutture. Verrà in un sol colpo a mancare il legittimo diritto del cittadino di scegliersi la struttura dove fruire delle prestazioni a lui necessarie ma soprattutto verrà meno il sacrosanto diritto di scegliere liberamente quelle strutture che eseguono direttamente le analisi in loco senza che i campioni di sangue siano trasferiti probabilmente fino a 150 chilometri di distanza. Alla fine, questo contesto provocherà la perdita di altri posti di lavoro in un settore che ne ha già persi migliaia negli ultimi anni.

Salvatore Cortese

12 Gennaio 2019 01:02 - Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2019 01:02
Commenti (0)


Per commentare questa notizia accedi all'applicazione o registrati se non hai ancora un account
Questo sito utilizza cookie tecnici per offrirti una migliore esperienza di navigazione sul sito.
Navigando su questo sito accetti l'utilizzo dei cookie.

Chiudi