25 Aprile 2018 - Aggiornato alle 00:30
SALUTE
"Vorrei ma non posso", il flash-mob dei medici campani 
12 Dicembre 2017 13:16 —

Centinaia di selfie con un solo slogan «vorrei ma non posso». Da ogni ospedale e presidio medico della Campania i camici bianchi hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dalle Segreterie della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e FPTA nell’unico modo possibile per una regione «ridotta all’osso». L’Intersindacale regionale campana ha aderito in maniera simbolica, perché a causa della carenza di organico denunciata da anni, in Campania, nessun camice bianco può permettersi di incrociare le braccia. «Vorrei ma non posso», significa proprio questo. «Vorrei avere il diritto di scioperare come tutti gli altri per difendere il diritto alla salute, ma non posso. Non come succederà altrove».  Per dire «noi ci siamo» i medici campani daranno vita ad un flash-mob fatto di selfie di protesta. 

Sull'argomento è intervenuto Bruno Zuccarelli, segretario regionale dell’Anaao Assomed. «Andare avanti così non è più possibile. A livello nazionale, e ancor di più in regioni come la Campania, ci sono difficoltà organizzative che ricadono sul lavoro di tutti i giorni».  n regione  le dotazioni organiche sono ridotte all’osso dal blocco del turnover, in Campania anche solo cercare di applicare le regole europee sull’orario di lavoro è stato, ed è, un grosso problema. Questo per non parlare dei precari, che non vedono un futuro ma che sono chiamati a reggere le sorti dell’intero sistema. Mi chiedo se sia possibile andare avanti in questo modo, con medici che sono costretti a cumulare ore di straordinario, a lavorare notte e giorno anche in età avanzata, spesso senza la possibilità di andare in ferie e di riposare. Forse è il momento di chiederci quale sanità vogliamo per il Paese.Siamo talmente responsabili – continua Bruno Zuccarelli – che ad un richiamo all’ultimo momento del Direttore Generale dell’Istituto Pascale, per non rallentare l’attività assistenziale per i pazienti neoplastici, non abbiamo scioperato. Così però si lede un legittimo diritto costituzionale: perciò siamo ridotti all’osso».

 

12 Dicembre 2017 13:16 - Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2017 13:16
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