22 Agosto 2017 - Aggiornato alle 07:32
CRONACA
Napoli: Torre Annunziata, è guerra Arcigay-Sindaco sull'ordinanza antiprostituzione
09 Dicembre 2016 11:21 — Nel mirino anche il cartellone stradale installato in via Sant'Antonio.

E' guerra tra l’Arcigay Vesuvio Rainbow, i Radicali Napoli e il Sindaco di Torre Annunziata per l'ordinanza antiprostituzione in via Sant'Antonio dove è comparso anche un cartello stradale che indica tale divieto. E anche il cartello stradale è stato preso di mira dall'Arcigay che ritiene che "riproduce la visione sessista e ideale della donna". In  una nota congiunta, l’Arcigay Vesuvio Rainbow e i Radicali Napoli Ernesto Rossi, si legge: “Chiediamo un incontro con il Sindaco Starita per poter discutere della utilità di una ordinanza proibizionista, vecchia, inutile se non addirittura dannosa e fallimentare come ogni forma di proibizionismo. Segnali e ordinanze di questo tipo hanno un sapore leghista che proprio non appartiene alla nostra cultura politica e sociale. Quell’immagine riproduce la visione sessista e ideale della donna, peraltro accanto ad un palo, mortificandola e annientandone la dignità. I segnali che dovrebbero indicare un divieto di prostituzione in realtà sono una riproduzione di una visione maschilista e patriarcale che ha violato per secoli il genere femminile, che ha negato e anche mercificato, generando persino il fenomeno al quale si riferiscono. Un paradosso inaccettabile. E se poi vogliamo tener conto del fenomeno, allora si prenda la questione dal punto di vista della persona, appunto, di chi non vede alternative, di chi subisce la violenza della strada perché indotta, di chi decide con consapevolezza di volersi prostituire. Vietare è un abuso di potere che riceve chi non può fare altro, chi sulla strada trova l’unica fonte di guadagno che si vede rifiutare la sopravvivenza. Un’inaccettabile presa di posizione al quale non si può guardare in alcun modo che con amarezza e dolore, che ci fa riflettere sul qualunquismo di certe azioni, sulla mancanza di sapere e sensibilità che prima di tutti colpisce le istituzioni. Chiediamo quindi l’immediata rimozione e la possibilità di un dialogo diretto con il sindaco di Torre Annunziata”.

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