23 Giugno 2017 - Aggiornato alle 05:30
CRONACA
Vacanze: Quando anche Trivago ti delude. Come rovinarsi la reputazione, per molto poco
05 Gennaio 2017 01:43 —

E' il 29 dicembre. Si decide di trascorrere l'ultimo dell'anno a Sorrento. Andiamo su Trivago, motore di ricerca tra i più noti del web, per trovare un albergo. L'occhio cade su un 4 stelle la cui offerta sembra buona. Due notti, colazione, cena del 31 e parcheggio, 350 euro. Da notare, cena e non cenone che a noi non interessava. Quindi, tutto Ok. Trivago ci reindrizza su Weekendesk dove prenotiamo e paghiamo con carta di credito. Online arrivano subito i vaucher con il riepilogo della prenotazione.Tutto ok. Per essere troppo meticolosi, fa parte del mestiere dei giornalisti, contattiamo l'albergo. Una voce gentilissima ci avverte subito che il ristorante la sera del 31 è chiuso. Obiettiamo immediatamente di avere prenotato, pagato e di essere in possesso dei vaucher. Incredula ci dice che ci ricontatteranno. Di li a poco veniamo ricontattati. E' il direttore dell'albergo che ci dice che c'è stato un errore. La cucina il 31 è chiusa e loro hanno il cenone in un altro albergo ma è tutto pieno. "Al massimo" ci concede di spostare la cena il giorno dopo!  Il pomeriggio, verso le 16, ci chiama un operatore di Weekendesk, si affanna per risolvere il problema. Chiede un'ora di tempo. Evidentemente non ci riesce perche ci contatta un altro operatore solo dopo 24 ore per dirci che la cucina è chiusa. Bella scoperta. Eppure dopo la prenotazione il vaucher ci augurava un felice soggiorno e ci informava che il servizio clienti era a nostra disposizione per risolvere, se necessario, ogni nostra richiesta. Anzi, ci intimava a non esitare a contattarli. Perfetto! Conclusione della grottesca vicenda: tra Trivago, Weekendesk e l'Hotel Central, al di là delle singole responsabilità, nessuno ha risolto il problema. Tapiro d'oro alla  Direzione dell'Hotel Central che non ha ritenuto neanche di scusarsi per l'accaduto magari con una bottiglia di spumante, anche da tre euro, in camera. Ma questa è una questione di stile che è tutta un'altra storia.

Antonio Pianelli     

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