30 Maggio 2017 - Aggiornato alle 00:54
CRONACA
Napoli: Scandalo al Pascale. 7 arresti. Manager, medici e imprenditori
07 Marzo 2017 10:37 —

Nelle prime ore di questa mattina, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli e del Nucleo Speciale Polizia Valutaria hanno eseguito misure di custodia cautelare e provvedimenti di sequestro patrimoniale nei confronti di sette soggetti responsabili, tra l’altro, del reato di corruzione nell’ambito dei rapporti di fornitura di prodotti all’ Istituto Nazionale Fondazione “Pascale” di Napoli. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica sezione reati contro la pubblica amministrazione. Gli arrestati sono Francesco Izzo, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica addominale ad indirizzo Epatobiliare dell'Istituto, la moglie Giulia di Capua, Sergio Mariani, Marco Mauti, Marco Argenziano e Elia Abbondante ex Direttore Amministrativo dela Pascale ed attuale Direttore Generale della Asl Napoli 1. Secondo l'accusa Izzo, abusando della  funzione pubblica rivestita, dichiarando falsamente che taluni dispositivi medicali necessari per la cura dei tumori al fegato erano urgenti, "infungibili"  e di esclusiva  produzione di alcune  aziende, tra le quali la HS e la LED, i cui prodotti erano forniti dalle società Gl.MED. s.r.l. e GDC MEDICALI srl, gestite dalla moglie Di Capua Giulia, ha garantito in modo sistematico a queste ultime l'aggiudicazione di una serie di forniture di prodotti medicali per l'Istituto Pascale, richiedendone l'acquisto mediante procedura negoziale diretta, senza ricorrere ad alcuna gara di appalto. A fronte della aggiudicazione di tali forniture, il dr. Izzo ha locupletato indebitamente l'utilità costituita dalla commissione corrisposta dalle ditte produttrici alle ditte gestite dalla moglie per l'interposizione nella distribuzione dei dispositivi medicali di cui trattasi. Ciò è stato reso possibile grazie al tacito assenso degli uffici amministrativi dell'Istituto Pascale deputati ad effettuare i controlli e, soprattutto, grazie al contributo del dott. Elia Abbondante, all'epoca dei  fatti R.U.P. (Responsabile Unico del procedimento) di alcune delle procedure in questione. Questi, infatti, essendo a sua volta cointeressato in affari con i coniugi Izzo-Di Capua nella società G.E.C.O. s.r.l., per un verso ha omesso  di astenersi in presenza di un interesse proprio e, per altro verso, ha  omesso di far  rilevare i profili  di incompatibilità  in capo al dott. Izzo per effetto della sostanziale riconducibilità  a quest'ultimo delle società GIMED srl  e GDC MEDICALI   s.r.l.  che,  amministrate formalmente da Mariani Sergio, erano di fatto riconducibili alla Di Capua. Per tale ragione al dott. Abbondante  è stato contestato il concorso nei reati di turbativa d'asta e di corruzione ascritti ad Izzo, De Capua e Mariani, non avendo impedito l'evento. Secondo la ricostruzione operata dalla Procura e condivisa  dal GIP, Abbondante avrebbe omesso  deliberatamente di  "bloccare"  le  procedure  amministrative  attivate da Izzo per l'acquisto di beni  presso le società interposte riferibili allo stesso Izzo e alla moglie  Di Capua Giulia, nonostante la  palese illegittimità delle procedure di acquisto, in presenza di un evidente conflitto di interessi e della pretestuosità delle attestazioni di urgenza, infungibilità ed esclusività delle forniture avanzate dal primario, riguardanti, tra l'altro, prodotti già in possesso della struttura sanitaria. Le  indagini, che si sono giovate anche di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno consentito  di accertare come l'illecito  "schema  negoziale"  adottato  dal  Primario  dott.  Izzo  e dalla moglie Di Capua Giulia abbia  permesso, da un lato, ai coniugi  Izzo-Di Capua di conseguire margini di profitto altissimi e, dall'altro, di aumentare in maniera esponenziale il fatturato.


 

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