23 Ottobre 2019 - Aggiornato alle 09:14
SPORT
Napoli-Genoa: 1-1. All’Emirates servirà un altro Napoli
08 Aprile 2019 00:13 —

Al San Paolo finisce 1-1 tra Napoli e Genoa, con le due formazioni che si dividono la posta in palio. È, però, un punto che non serve a nessuna delle due. Gli azzurri compiono un piccolo passettino in avanti verso la qualificazione alla prossima Champions League, vero obiettivo presidenziale, il Grifone mette un altro mattoncino sul muro chiamato salvezza. Ancelotti aveva chiesto una reazione alla sua squadra dopo la sconfitta di Empoli, ed invece la settimana si chiude con un altro mezzo passo falso non gradito dal pubblico del San Paolo, che pure qualche fischio ha riservato alla squadra. Ecco, siano da sprone in vista di giovedì. Se, infatti, il campionato è andato da tempo, con la qualificazione in Champions solo da blindare, in Europa League il Napoli si gioca una grande opportunità; quella di chiudere la stagione diversamente da quanto visto negli ultimi anni. Tutti si aspettavano, stasera, un riscatto ed invece si è potuta leggere la delusione sui volti dei tifosi; i partenopei, infatti, hanno bissato la prova inconsistente di mercoledì scorso, con l’aggravante – stavolta – che in campo c’era la formazione titolare o quasi. Siamo nuovamente a raccontare della performance da migliore in campo – insieme a Mertens - di Karnezis, il portiere scelto da Ancelotti per questa gara; il greco – più volte numero 1 della sua nazionale – ha dimostrato addirittura che è un super lusso averlo come terza scelta, con tre interventi di tutto rispetto. L’aggravante, per gli azzurri, è stato un Genoa ridotto in 10 uomini per un’ora di gioco, arroccato in difesa con Radu ultimo baluardo insuperabile. Una fase difensiva approssimativa è il capo d’imputazione più grande per il Napoli degli ultimi giorni; troppi gol subiti, colpa di errori individuali che iniziano a centrocampo, con Allan non in grado di fungere da filtro adeguato ed un Fabian Ruiz – stavolta – un po’ avulso dal gioco, l’ombra di sé stesso. Sembra una squadra totalmente diversa rispetto a quella capace – solo sette giorni fa – di maramaldeggiare contro la Roma; scarsa reattività ed un assalto finale quasi all’arrembaggio ma con poche idee e pure mal assortite. Il gioco farraginoso è stato la costante delle ultime due gare, con poca spinta sulle fasce e spesso una verticalizzazione tardiva che, anche stasera, ha permesso in più di un’occasione l’organizzazione della difesa genoana, con due linee compatte a non lasciare varchi. Spesso, quindi, si è puntato sull’iniziativa personale, con poco costrutto e senza grandi risultati. L’approccio discreto – due palle gol in due minuti – non è bastato, perché la squadra è calata fino alle solite amnesie, come in occasione della rete di Lazovic, arrivata in pieno recupero, con errori su errori. Il campanello d’allarme è suonato; l’Arsenal è alle porte e, forse, la squadra può riservare tutte le energie mentali e nervose alla gara più importante di questa porzione di stagione. Contro i Gunners non sono ammessi errori ma siamo sicuri come sarà diversa l’approccio alla gara. All’Emirates servirà il Napoli di coppe, brillante e pimpante; conterà segnare – il più possibile – e non subire reti, considerato anche il vantaggio di giocare la prima in trasferta. L’approccio sarà sicuramente differente, così come i giudizi; se, stasera, l’alibi dell’Europa League poteva essere ammissibile, giovedì all’esame d’inglese servirà il 30 e lode. Intanto, anche l’Arsenal, in Premier League, è uscito sconfitto in campionato; ko contro l’Everton, una sconfitta sanguinosa per una formazione in piena bagarre per la qualificazione alla prossima Champions League. Se a Napoli si piange, quindi, a Londra di certo non si ride.  

Giovanni Spinazzola

08 Aprile 2019 00:13 - Ultimo aggiornamento: 08 Aprile 2019 00:13
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