18 Agosto 2019 - Aggiornato alle 21:13
CRONACA
Napoli: Marano, il cimitero diventa part-time. E i morti devono aspettare la mattina per essere interrati
10 Aprile 2019 16:36 — Gennaro Tammaro e Alessio Salvato (EFI): “Situazione assurda, tra l’altro in un Comune dove le vicende spiacevoli nel comparto cimiteriale non sono una novità”.

Se dovessi avere la sfortuna di morire a Marano, da qualche giorno rischi di passare una notte intera in attesa di essere seppellito, perché in Campania siamo straordinari e non ci facciamo mancare niente, nemmeno il cimitero part-time”. Sorrisi amari quelli di Gennaro Tammaro e Alessio Salvato, delegati EFI (Eccellenza Funeraria Italiana), che portano alla luce un nuovo caso assurdo che in queste ore sta creando notevoli disagi a Marano, popoloso comune dell’hinterland partenopeo. L’amministrazione cittadina, con un’ordinanza sindacale (la numero 19) datata 2 aprile 2019, stabilisce che il cimitero osserverà l’orario 7.30 – 13.30. Tra i motivi indicati, quello della mancanza di personale. “Del resto – provano a sdrammatizzare i due impresari funebri – lo diciamo ormai da tempo ai campani che è il caso di scegliere bene a che ora passare a miglior vita”. La verità è che invece questa scelta ha gravissime ripercussioni sul normale svolgimento delle attività cimiteriali. “Si veda il caso di una donna – spiegano Tammaro e Salvato - il cui funerale è fissato nel pomeriggio: dopo il rito, con il cimitero chiuso e interdetto a ogni operazione, la salma dove verrà conservata in attesa della sepoltura?”. Non certo al bar. “Abbiamo contattato il sindaco – spiegano i delegati EFI – che ci ha spiegato che esiste una struttura privata, una funeral house, che può sopperire alle mancanze comunali. Questo in una città già in passato segnato da brutte vicende legate a imprese funebri operanti sul territorio, dove invece di tutelare i cittadini si vengono a creare i presupposti per nuove situazioni di imbarazzo e ambiguità, avallando scelte che de facto creano le condizioni per un monopolio privato di un’attività che dovrebbe essere in capo alla macchina statale”. “La nostra proposta – chiudono Tammaro e Salvato – è che venga predisposto un tariffario per i servizi che, ahimè, dovrebbero essere ordinari ma vanno considerati extra e di cui possano farsi carico le imprese funebri. Quantomeno per tutelare la dignità dei morti che rischiano di passare la loro ultima notte all’addiaccio prima del riposo eterno”.

10 Aprile 2019 16:36 - Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2019 16:36
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