23 Ottobre 2019 - Aggiornato alle 14:29
SPORT
Universiadi: Nel settimo giorno per l'Italia un oro, un argento ed un bronzo
11 Luglio 2019 06:12 —

Un oro, un argento ed un bronzo. Questo il bottino per l’Italia nel settimo giorno delle Universiadi estive in corso di svolgimento a Napoli; Ayomide Forolunso ha conquistato la medaglia più pregiata nei 400 ostacoli donne, mentre Linda Caponi ha vinto l’argento nel nuoto, nei 400 stile libero femminili. Antonio Flecca, invece, ha conquistato il bronzo nel taekwondo 58 kg. Uomini. L’Italia, ora, nel medagliere ha 36 medaglie totali ed è sesta (quarta in assoluto per numero di medaglie) con 11 ori, 10 argenti e 15 bronzi. Primo sempre il Giappone (ben 22 ori, 16 argenti e 17 bronzi per un totale di 55) davanti a Stati Uniti (46 totali, 20, 15 ed 11), Cina (27 medaglie di cui 18 ori e nove argenti, senza bronzi), Corea del Sud (35, 12, 10 e 13) e Russia (59 medaglie, 11 ori, 20 argenti e 28 bronzi, primi per numero complessivo di medaglie). 

L’oro tanto atteso è arrivato; Ayomide Forolunso non ha tradito le attese ed ha conquistato la medaglia più pregiata nei 400 ostacoli femminili. Una super prestazione per l’azzurra che sembrava volasse sulla pista del San Paolo blu e nuova di zecca. Un tempo pazzesco, 54.75, davanti alla sudafricana Van der Walt (55.73) ed alla norvegese Iuel (56.13). Nel triplo salto in lungo, invece, ultimo posto per Simone Cerro (16.25) nella finale vinta dall’azero Babayev (16.89) davanti ai due brasiliani Sa e Melo (16.57 entrambi). Maria Chiara Cascavilla, invece, ha centrato l’accesso alla finale nei 5000 metri donne, chiudendo la sua semifinale al secondo posto (16:20.04) dietro alla giapponese (16:19.61).

L’ultimo pomeriggio di gare alla piscina Scandone non si è certo aperto bene per i colori azzurri, perché nei 50 stile libero femminili la Ruberti ha chiuso al settimo posto con il tempo di 25.37 con l’oro finito al collo della statunitense Perry (25.08) davanti alla tedesca Felsner (25.04) ed alla inglese Barclay (25.15). Delusione anche nei 200 farfalla femminili con Ilaria Cusinato ed Alessia Polieri che sfiorano solo la medaglia, chiudendo – rispettivamente – al quarto (2:09.47) e quinto posto (2:09.58) in una finale che ha visto il dominio degli Stati Uniti, con oro alla Luther (2:07.92) davanti alla connazionale Carter (2:09.05). Terza la giapponese Mochida (2:09.38). Non ha fatto meglio, anzi, Matteazzi nei 400 misti maschile; solo sesto posto per l’azzurro che ha chiuso con il tempo di 4:19.07 nella finale vinta dal giapponese Ikari (4:12.54) davanti allo statunitense Grieshop (4:13.90) ed al russo Stupin (4:15.37). La Scandone, per esplodere, ha dovuto aspettare Linda Caponi; l’azzurra si è resa protagonista di uno straordinario 400 stile libero femminili, chiuso al secondo posto con il tempo di 4:10.53, a sandwich tra le due statunitensi Meitz (prima con il tempo di 4:05.80) e Schmidt (4:11.37).

“La fatica s’è fatta sentire – ci ha raccontato Linda Caponi in mixed zone, atleta del gruppo sportivo Carabinieri - ho fatto tante gare a partire dalla staffetta; batterie, semifinale e finale. Non sono tanto soddisfatta del tempo però è sempre un argento in una gara a livello internazionale e quindi sono contenta. È il secondo argento in queste Universiadi a livello individuale; rispetto alla staffetta mi sono emozionata di più ed ho lottato fino alla fine. Il tifo della Scandone? Sicuramente di questa manifestazione ricorderò sempre il tifo; si nota che siamo in Italia e siamo seguiti da tutti, bambini, ragazzi e genitori. Davvero una bella cosa che mi resterà nel cuore per l’emozione che ho provato. Sono una che chiede tanto da sé stessa; prima medaglia a livello individuale e non è da buttare via, anzi, un bel traguardo. Sono partita bene; le mie gare sono quasi sempre gestite così. Parto sempre decisa, poi la differenza sta tutta nella seconda parte. Quando sto bene, riesco anche a rimanere lì a lottare con le altre ragazze. S’è visto in staffetta ed anche oggi. Son calata ma riuscita a restare seconda. Vedevo l’attacco negli ultimi 100 metri e non ne avevo più, soprattutto negli ultimi 50 la fatica s’è fatta sentire, però ho stretto i denti ed ho portato a casa l’argento”.

Un bilancio di queste Universiadi?

“Questa è la seconda Universiade e, rispetto alla prima, mi sento cresciuta tanto come ragazza e come persona a livello sportivo. Sono riuscita a migliorarmi ed a mettere in mostra le mie capacità e forse era da qualche anno che non riuscivo ad ottenere questi tempi ed a lottare per queste posizioni”.

I tuoi prossimi obiettivi?

“Devo finire la stagione; ci sono altre gare a partire dai regionali ed i campionati italiani assoluti a Roma. Poi mi riposo un attimo per poi partire nel prossimo anno bella decisa. Sono scaramantica ma sono decisa e so su dove lavorare. Cercherò di passare tra i grandi, provando a fare qualcosa in vasca corta, considerato come non sia il mio forte”.

“Differenza tra macchina organizzativa statunitense e quella italiana? Si vede eccome. È proprio lì la differenza; le altre nazioni danno un grande supporto agli atleti. Tutto parte, secondo me, da quello che riesco a percepire io, dallo sport; è considerato un altro livello. Si parte da lì fin da bambino e, andando avanti, riescono a conciliare sport e studio molto meglio rispetto alle altre nazioni”.      

Male, invece, la staffetta 4x100 misti femminile, con Silvia Scalia, Francesca Fangio, Federica Greco e Paola Biagioli che hanno chiuso solo al sesto posto (4:06.07 il tempo totale) prima di essere squalificate dalla giuria (quindi senza tempo); oro agli Stati Uniti (3:59.77) davanti a Giappone (4:00.07) e Canada (4:03.32).

Tra le due staffette momento di canto alla Scandone. Ad aizzare il pubblico della piscina Scandone (sempre gremita) ci hanno pensato gli atleti azzurri. “Sarò con te, e tu non devi mollare, abbiamo un sogno nel cuore…” il coretto intonato dai nostri nuotatori, molto caro ai partenopei (fu lanciato due anni fa dai tifosi del Napoli calcio due anni fa, con la squadra in lotta per lo scudetto, ndi) con un epilogo leggermente differente per l’occasione. Il “Napoli torna Campione” è stato sostituito da “Italia torna Campione”; manco a dirlo, la Piscina è diventata una bolgia, con il pubblico in visibilio al grido di “Napoli, Napoli” prima e “Italia, Italia”, poi.

Il momento di incoraggiamento, però, non è servito a molto; gli azzurri (Emanuel Turchi, Federico Poggio, Alberto Razzetti e Ivano Vendrame), infatti, hanno chiuso al settimo posto (3:36.71). Oro, manco a dirlo, agli Stati Uniti (3:33.02) davanti a Russia (3:33.72) e Brasile (3:35.33).

Negli sport di squadra, male il calcio femminile, con le azzurrine finite ko contro la Cina (0-1) nella semifinale quinto-ottavo posto; venerdì sfideranno il Canada per la finale settimo-ottavo. È andata decisamente meglio nella pallavolo femminile; le azzurre, infatti, hanno schiantato l’Ungheria 3-0 in semifinale (25-15, 25-16-, 25-16) ed ora affronteranno in finale la Russia venerdì per l’oro. Trionfo nella pallanuoto. Le ragazze, nei quarti di finale, hanno superato le giapponesi 12-8 (2-2, 5-1, 3-2 e 2-3 i parziali) nei quarti di finale; in semifinale le azzurre sfideranno il Canada. Gli azzurri, invece, hanno battuto 15-9 (5-3, 4-3, 4-1 e 2-2 i parziali dei quattro tempi) la Francia nei quarti ed affronteranno in semifinale la Russia sabato.   

Giovanni Spinazzola

11 Luglio 2019 06:12 - Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2019 06:12
Altri contenuti
Commenti (0)


Per commentare questa notizia accedi all'applicazione o registrati se non hai ancora un account
Questo sito utilizza cookie tecnici per offrirti una migliore esperienza di navigazione sul sito.
Navigando su questo sito accetti l'utilizzo dei cookie.

Chiudi