08 Agosto 2020 - Aggiornato alle 17:44
CRONACA
Coronavirus: Più di 100.000 visite su youtube per un video sulle tesi complottistiche dal titolo "E' stato il pipistrello" e alla fine attacca i giornalisti
20 Marzo 2020 14:51 —

E' su Youtube un video pubblicato sul canale luogocomune2 e trasmesso  il 18 marzo 2020 su contro.tv, una piattaforma in web-streaming libera e aperta a tutti, in cui vengono esposte le cosiddette tesi complottistiche sulla propagazione del coronavirus. Il video in questione in pochissime ore è divenuto virale con più di 110.000 visualizzazioni. A parlare e ad esporre le tesi nel video è Massimo Mazzucco regista e blogger italiano, attivo sostenitore di diverse teorie del complotto. Alla fine, dopo ben 19 minuti di video, attacca i giornalisti, rei secondo lui, di non scavare a fondo sulla vicenda. "Io non posso sostenere che sia questa per forza la spiegazione di tutto quello che sta succedendo", conclude Mazzucco, "Io ho solo messo in fila una serie di elementi che portano ad una conclusione sensata". E rivolto ai giornalisti "se ce ne sono altre ben vengano, fatevi avanti, ma smettetela per favore di raccontarci che questo virus l'ha portato il pipistrello perchè a questo punto non ci credono più nemmeno i bambini. A questo punto voi non offendete più la nostra intelligenza nel raccontarci queste cose, offendete direttamente la vostra. Fate il vostro dovere, una volta tanto cari giornalisti, provate a scavare un po' più a fondo, provate a fare due più duee vedere se per caso fa quattro. Cosi è, lo dico solo per evitare casomai che situazioni del genere si ripetano in futuro. Dovrebbe essere, quindi, anche il vostro interesse primario quello di scavare a fondo, senza paura, in queste faccende".

Questo è solo un video tra tanti, tra le decine e centinaia che in questi giorni si moltiplicano in rete insieme ad articoli, blog e post sui numerosi gruppi Facebook in cui proliferano le teorie cospirazioniste. E' noto che le teorie del complotto trovino terreno fertile sui social network. Spesso fanno leva sul sospetto che le spiegazioni ufficiali nascondano verità più profonde e che le loro spiegazioni le svelino. Spesso non si basano su prove, ma collegano eventi apparentemente slegati tra loro senza portare evidenze a sostegno delle loro tesi. La loro forza risiede proprio in questo: il loro non basarsi su fatti le rende sostanzialmente immuni alle smentite dei fatti. Proprio YouTube rimane il canale privilegiato per la diffusione di teorie cospirazioniste e complottiste in rete. La società, controllata da Google, ha da poco annunciato di essere riuscita a ridurre il numero di video cospirazionisti ‘suggeriti’ dal suo motore di ricerca del 70%. Alcuni studi, però, raccontano che l’obiettivo raggiunto in realtà sarebbe del 40%. In queste settimane le teorie del complotto più popolari riguardano la diffusione del coronavirus. A questo punto, ci chiediamo se il mettere insieme una serie di informazioni con qualche elemento in comune possa risultare sufficiente per denunciare un complotto globale in atto: per un giornalista certamente no. I fatti, per essere pubblicati, devono essere verificati e comprovati. Per quanto concerne il "fare il nostro dovere", Mazzucco stia sereno: i giornalisti non hanno paura. Lo dimostrano le innumerevoli inchieste e servizi svolti in giro per il mondo nonostante il pericolo, talvolta, rimettendoci la vita. In ultimo, per quanto attiene ai pipistrelli, la ricerca messa a segno dal team dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, guidato dal professor Massimo Ciccozzi, ha ricostruito la mutazione genetica che ha permesso al nuovo coronavirus, sviluppatosi in Cina, di infettare anche l’uomo. A trasmetterlo è stato il pipistrello senza altri ospiti intermedi. Questi sono fatti documentati, incontrovertibili, non teorie.

Antonio Pianelli 

20 Marzo 2020 14:51 - Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020 14:51
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