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Atalanta-Napoli: "Siamo pur sempre i Campioni d'Italia" di Giovanni Spinazzola

25 Novembre 2023 22:52 —

Quindici giorni travagliati cominciati all’indomani della sconfitta interna subita contro l’Empoli proseguita con l’esonero di Gracia e il ritorno dopo dieci anni di Mazzarri sulla panchina. In mezzo gli impegni delle Nazionali con i giocatori azzurri sparsi qua e là in mezzo mondo e il neo tecnico costretto ad attenderli accontentandosi di allenare i pochi “superstiti” in vista di un tour de force micidiale con avversari del calibro di Atalanta, Real Madrid, in Champions League, Inter e Juventus. Cinque giorni solo per allenarli, colloquiare, scavare nelle loro menti, rinfondere entusiasmi e carica nelle loro menti. Primo appuntamento dunque a Bergamo contro la squadra di Gasperini, forte, sempre agguerrita e decisa a scavalcare gli azzurri in classifica generale al quarto posto. Insomma tutti gli ingredienti per stare sulle spine sperando che quel vento possa cambiare sulla testa della squadra. Ebbene sono bastati pochi minuti per rendersi conto che in campo sono scesi tutt’altri giocatori rispetto a quelli che si sono visti finora. Svogliati, lenti, appassiti, senza mordente in balìa anche di avversari modesti e senza alcuna pretesa. In questo pomeriggio invece si è vista una squadra aggressiva, compatta, con tanta grinta e ferocia che ha ricordato quella splendida della scorsa stagione che ha conquistato lo scudetto e ammaliati per il gioco espresso tifosi, appassionati e addetti ai lavori di tutto il mondo. Si è rivisto Lobotka girovagare per il campo a dettare schemi sradicando palloni agli avversari coadiuvato da un Anguissa, giunto all’ultimo momento dagli impegni della propria Nazionale e con il logico punto interrogativo dell’impiego fin dal primo minuto, tonico anche se non al cento per cento ma molto efficace, e da Zielinski che, seppure in non perfette condizioni fisiche causa una forte tonsillite e non una angina come da voce circolata sui sempre più inaffidabili social, non ha mai fatto mancare la propria spinta e organizzazione di gioco fin quando è rimasto in campo sfiorando anche il goal personale. Una difesa compatta con il coltello tra i denti pronta a chiudere tutti gli spazi con un ottimo Natan e un buon Rrahmani, sbadato solo quando si è fatto sovrastare da Lookman su un cross dalla sinistra così com’era accaduto contro Giroud. In attacco il solito Politano sulla fascia a creare occasioni pericolose, Raspadori con il suo gironzolare a creare spazi e Kvaratskhelia…… Già lui, proprio lui, il georgiano diventato triste e ingabbiato con ordini ben precisi lontano da quello dello scorso anno. Mazzarri gli ha tolto le briglie e lui ha sfoderato una prestazione degna delle sue qualità facendo letteralmente impazzire la difesa atalantina realizzando il vantaggio azzurro con un gran bel colpo di testa su cross di Di Lorenzo. Ed infine ecco il gran ritorno di Osimhen che non è ancora al cento per cento ma è entrato in campo molto motivato e con una gran voglia di dare il suo contributo. Ci ha messo pochi minuti a confezionare l’assist decisivo per il raddoppio di Elmas. Bastava guardare le espressioni dei giocatori inquadrati dalle telecamere e confrontarli con quelle di dieci giorni fa per accorgersi della metamorfosi. Non poteva fare di più Mazzarri in soli cinque giorni sul piano tecnico ma ha fatto tantissimo sul piano psicologico. E’ vero in alcune partite il Napoli aveva dato sfoggio della propria caratura ma lo aveva fatto solo per un tempo o per alcuni sprazzi nei novanta minuti tornando ad essere intimorito, abulico, incapace di dare il meglio di sé. Contro l’Atalanta la squadra ha giocato per tutti i novanta minuti ad alto livello agonistico mordendo le caviglie degli avversari anche quando ha subito il pareggio ed è stata sotto pressione nella fase centrale della ripresa nel tentativo degli orobici di andare in vantaggio. Questa la differenza di comportamento rispetto a dieci giorni fa che fa ben sperare nel prosieguo. Mazzarri appena giunto a Napoli ha dichiarato schiettamente, com’è nel suo stile, di aver seguito, ammirato e studiato profondamente la squadra nello scorso campionato, Garcia invece aveva dichiarato che non aveva mai seguito il Napoli; beh lasciamo a voi il giudizio. Intanto il Napoli ha espugnato lo stadio Azzurri d’Italia giocando con tanta grinta e determinazione per gli interi novanta minuti, andando in vantaggio meritatamente al 46’ con Kvaratskhelia, dopo che al 34’ Rrahmani aveva segnato di testa su un preciso cross di Raspadori ma il Var l’aveva annullato per fuorigioco; sfiorando il raddoppio sul finire del tempo con Zielinski, facendosi raggiungere da un goal di testa di Lookman al 53’, resistendo alla pressione atalantina senza vacillare reagendo con grande fermezza ed impeto e vibrando il colpo mortale con Elmas su assist di Osimehn. Se son rose fioriranno dice un vecchio adagio, vedremo. Un pomeriggio lieto e pieno di belle speranze guastato però dall’infortunio subito da Olivera costretto ad uscire dal campo in lacrime in barella con la speranza che non sia nulla di molto grave anche perché sarebbe un bel grattacapo per Mazzarri visto che anche Mario Rui è infortunato e con i prossimi duri impegni a cominciare dal Real Madrid mercoledì prossimo non è proprio un bel viatico.

25 Novembre 2023 22:52 - Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2023 22:52
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