16 Luglio 2024 - Aggiornato alle 09:19
CRONACA

Bollettino di guerra del fine settimana nelle carceri

17 Giugno 2024 14:20 — Di Giacomo (S.PP.): "segnali che negli istituti il clima è caldissimo”.

Bollettino di guerra del fine settimana nelle carceri - Di Giacomo (S.PP.), segnali che negli istituti il clima è “caldissimo” “Quattro suicidi (Sassari, Teramo, Biella, Irpinia), un nuovo tentativo di fuga (Salerno) che si aggiunge a quelli recenti dell’istituto per minori Beccaria-Milano, Bari ed Aosta, due aggressioni violente ad agenti (Frosinone, Trento) che si aggiungono a 31 in tutta la settimana scorsa, l’incendio di un’infermeria (Genova): è il bollettino di guerra di questo fine settimana che conferma, come abbiamo messo in guardia, che sarà un’estate “caldissima” nelle carceri italiane”.

Così il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo che spiega come “è facile (almeno per noi, ma non per l’Amministrazione Penitenziaria) cogliere in tutti gli istituti inquietanti segnali che sta montando un clima molto simile a quello che nella primavera del 2020 provocò la stagione delle rivolte”.

Per Di Giacomo “a pesare sul clima già “surriscaldato” che si è creato negli istituti sono due fattori su tanti: le aspettative (andate deluse) di riduzione di pena alimentate negli ultimi mesi e che un decreto legge rilanciato di recente dal sottosegretario Ostellari tiene ancora in piedi; lo svuotamento di compiti e funzioni del DAP, sino al totale esautoramento, ad opera del sottosegretario Del Mastro delegato dal Ministro Nordio per le carceri.

Una situazione che ci allarma tanto più in assenza di provvedimenti di intervento. Anzi – aggiunge – quelli assunti, in tutta fretta, vanno proprio nella direzione contraria a quella che come sindacato di polizia penitenziaria abbiamo indicato da tempo. Mi riferisco – dice Di Giacomo – alla contestata istituzione del GIO, il Gruppo di Intervento Operativo voluta dal Governo e incaricato specificamente di sedare le rivolte e al Protocollo operativo con il quale si procede all’acquisto di guanti, abbigliamento e strumenti per il personale secondo la logica di attrezzare gli agenti a fare la “guerra” ai detenuti.

Quello che continua a mancare – evidenzia Di Giacomo – è un’idea di riforme, vale a dire un piano complessivo di intervento per affrontare in maniera organica i problemi cronici di sovraffollamento, carenza organici, suicidi e morti per altre cause di detenuti, oltre che aggressioni e violenze al personale, rivolte, traffico di droga, diffusione di telefonini.  Non è più tempo di “pezze” e tanto meno di annunci.

Per noi – dice il segretario S.PP. – le misure da mettere in campo sono decisamente più complesse e non certamente quella del corpo speciale che il sottosegretario Del Mastro si è sforzato di far apparire come la soluzione migliore rispetto all’attuale situazione che vede lo Stato soccombere perché nelle carceri comandano sempre loro”. “Ripetiamo: non siamo pronti a fronteggiare l’estate, il personale penitenziario è stanco – conclude – di pagare il pezzo più alto con il rischio di incolumità personale di responsabilità politiche e di Governo e si sente abbandonato al proprio destino”.

17 Giugno 2024 14:20 - Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2024 14:20
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