Una partita pazzesca con il Napoli che prima soffre poi la prende in pugno tanto da andare sul doppio vantaggio e poi se la fa sfuggire di mano regalandola all’Inter.
Diciamo subito che sul banco degli imputati va il reparto difensivo, non tanto per le individualità, perché sia Rrahmani che Rafa Marin hanno fornito entrambi una buona prestazione quanto per i movimenti e i piazzamenti. Prendete ad esempio la rete con cui l’Inter ha accorciato le distanze, lancio lungo che trova Di Marco completamente libero di calciare dal fondo sul suo cross si avventa Lautaro Martinez che brucia tutti e mette dentro. Stessa situazione alcuni minuti dopo ma l’argentino stavolta sbaglia il tocco e il pallone va fuori.
Allora, una volta può anche starci ma due, tra l’altro a breve distanza, sono troppi ed è chiaro che va rivisto e soprattutto ben inquadrato il meccanismo che permette agli attaccanti avversari di rendersi pericolosi.
L’avevamo già segnalato sette giorni fa nel match contro il Como e contro l’Inter i difetti sono emersi ancora più netti tanto più che gli azzurri si trovavano in vantaggio di ben due reti. Quando la squadra è compatta riesce a cavarsela ma quando si apre allora arrivano dolori che, tuttavia, potrebbero essere risolvibili se si riescono a trovare gli schemi giusti.
D’accordo, l’infortunio di Buongiorno, di Marianucci e infine quello di Beukema hanno reso la coperta ancora più corta ma con dedizione e applicazione si può arrivare ad una soluzione. Nel momento di maggior pressione dei campioni d’Italia Allegri ha pensato di gettare nella mischia Badiashile al suo esordio in campionato contando sulla sua mole. Ebbene proprio lui due minuti dopo il suo ingresso in campo si è fatto trovare impreparato su un cross facendosi superare in elevazione da Thuram che di testa imparabilmente ha pareggiato i conti e la frittata è bell’è fatta.
Sulla rete del successo neroazzurro altro pasticcio che poteva essere evitato, sarebbe bastato un po' più di freddezza e raziocino e spedire il pallone lontano dalla porta di Meret. Domanda: ma non sarebbe stato più opportuno far entrare Beukema che perlomeno ha un anno di esperienza sulle spalle con i suoi compagni?
Altro problema evidente da risolvere è la lentezza nell’impostazione della manovra sia dal reparto difensivo che del centrocampo. Anguissa è molto lento soprattutto con la testa, i centrocampisti neroazzurri lo hanno capito subito e sono andati a pressarlo ogni qualvolta il pallone gli arrivava sul piede creando situazioni pericolose che sono svanite grazie agli interventi di Rafa Marin, Rrahmani e Meret che per ben quattro volte è intervenuto ad evitare la capitolazione. Allegri, rispetto al turno precedente ha gettato nella mischia Vergara che se l’è cavata dignitosamente, ma in mancanza di un fuoriclasse come Mc Tominay il Napoli non può permettersi il lusso di giocare con un uno in meno in particolar modo nella zona nevralgica del campo. Cos’ha questo giocatore? Problema fisico o di condizione? Evidenziati questi caratteri negativi che hanno poi finito per decidere la partita c’è da dire che il Napoli nel primo tempo hanno sofferto la velocità e il pressing degli avversari ma hanno saputo anche rendersi più volte pericolosi, tanto da andare vicino al vantaggio al 6’ con un tiro di Anguissa respinto da Martinez, pallone che finisce sui piedi di Politano gran botta e altra respinta dell’estremo difensore interista, al 29’ con Anguissa il cui tiro è deviato in angolo e al 45’ con Hojlund che davanti alla porta non riesce a calciare bene facendo sfumare una ghiotta occasione. Nella ripresa gli azzurri entrano in campo con maggiore determinazione e al 47’ si rendono pericolosi con un contropiede di Alisson il cui cross finisce sul fondo, è il preludio alla rete del vantaggio che si concretizza tre minuti più tardi quando Hojlund sfrutta un errore di costruzione di Barella e serve Alisson il tiro viene respinto d Martinez, la sfera finisce sui piedi di Politano che prontamente batte a rete ma l’estremo difensore neroazzurro ci mette di nuovo una pezza. L’esterno azzurro piomba nuovamente sul pallone e la spedisce dentro. L’Inter subisce il colpo e tre minuti dopo Di Lorenzo è lesto a recuperare il pallone rimasto in campo serve Hojlund che entra in area e fa partire un diagonale che trafigge Martinez.
Da questo momento gli azzurri probabilmente avranno pensato di avere in pugno la partita e sotto la furibonda reazione dei padroni di casa non solo si tirano indietro ma commettono anche errori di distrazione che, come abbiamo già detto, costano carissimo. Eppure il Napoli all’89’ ha l’occasione d’oro per riportarsi in vantaggio, un tiro di Lucca finisce ad Anguissa che davanti alla porta spalancata la tocca fuori, una rete più difficile a descrivere che a realizzare, ma il calcio è questo e al 90’ il Napoli paga amaramente quell’errore confezionando il pasticcio che regala all’Inter i tre punti. Mercoledì esordio in Champions contro l’Arsenal c’è poco tempo per riflettere occorre subito una sterzata, due sconfitte consecutive sono già troppe in quest’inizio di stagione.

