Rammarico ed amarezza. Il Napoli esce dalla Champions League nella notte europea più bella in questa stagione. Una prova di carattere ed orgoglio per gli azzurri, che cadono in casa dopo 19 gare consecutive senza sconfitte al Maradona ma lo fanno a testa altissima. Gli azzurri hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo ed il pubblico del Maradona – il 12mo uomo in campo dal fischio d’inizio a quello finale – l’ha capito applaudendo i beniamini al termine della gara. A fine primo tempo, peraltro, la squadra era addirittura in vantaggio e qualificata ai play off: merito del momentaneo 2-1 e delle reti di Vergara ed Hojlund che avevano ribaltato lo 0-1 arrivato sull’ennesimo rigore contro (mani di Juan Jesus). Già, Vergara. Che bella sorpresa il classe 2003: una fortuna per lui la marea di infortunati che gli hanno spalancato le porte della prima squadra. Il talentino azzurro da Frattaminore (l’ultimo napoletano in gol, Insigne, è di Frattamaggiore) ha messo in mostra le sue qualità mandando in visibilio il Maradona e, soprattutto, la difesa del Chelsea. Il sogno della qualificazione e dell’impresa accarezzati e cullati fino al poderoso arsenale sfoggiato da Rosenoir nella ripresa: dalla panchina sono entrati in campo Palmer, Gittens, Chalobah e Garnacho (poi Badiashile nel recupero). Di fatto circa 200 milioni di euro conservati a scaldare i comodi sedili delle panchine. E Conte? Indisponibile più di mezza squadra ha provato a limitare i danni come poteva: Gutierrez, Beukema ed un Lukaku non al meglio per raddrizzare una gara che i Blues avevano messo in discesa puntando sulla freschezza atletica delle riserve e sulla stanchezza degli azzurri. Una sfida impari che è costata la sconfitta e l’eliminazione, con il girone di Champions League chiuso al 30mo posto. Obiettivo minimo europeo, quindi, non raggiunto da Conte nella serata più bella. Ma gli azzurri hanno rimediato l’eliminazione non ieri sera al Maradona, quando era oggettivamente proibitiva la sfida. Pesano enormemente i due punti persi contro il Copenaghen settimana scorsa: con la vittoria, infatti, gli azzurri sarebbero ai play off. Bastava centrare risultato pieno contro i danesi in una gara in discesa, con il Napoli avanti di un gol ed in superiorità numerica. Due punti persi anche contro l’Eintracht Francoforte in casa, senza analizzare l’imbarcata di Eindhoven e la sconfitta contro il Benfica. Ora testa al campionato con il Napoli che deve guardarsi le spalle e mettere in cassaforte la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, vitale per i conti del club.

