07 Marzo 2026 - Aggiornato alle 04:58
SPORT

Napoli-Torino: 2-1. "Azzurri da Vinci" di Giovanni Spinazzola

06 Marzo 2026 22:59 —

Un successo convincente quello ottenuto dal Napoli contro il Torino dopo un’altra settimana trascorsa a sfogliare i petali della margherita. Il risentimento muscolare di Lobotka con il solito tran tran degli esami clinici nella speranza di avere un responso positivo, i cronici, ormai, dubbi sul recupero di McTominay hanno tenuto in ansia Antonio Conte e i tifosi. Gli unici sorrisi sono giunti dal pieno recupero di Anguissa e da quello ancor più fulmineo di De Bruyne che sono riusciti ad allenarsi con il gruppo tant’è che l’allenatore azzurro ha rotto gli indugi convocandoli entrambi per la gara con il Toro. Insomma un'altra vigilia tribolata con una partita da giocare contro una buona squadra allenata ora da Roberto D’Aversa a caccia disperata di punti per uscire dalle zone a rischio retrocessione. Con queste premesse il Napoli è sceso in un Maradona gremito e festante anche per l’esibizione, prima del fischio d’inizio, di Sal da Vinci vincitore del Festival di Sanremo con un motivo gioioso e trascinante. Conte ha confermato l’undici di Verona con il solo avvicendamento di Olivera al posto di Beukema nei tre della difesa con Buongiorno e Juan Jesus. Spinazzola e Politano ad agire sugli esterni, centrocampo affidato a Gilmour con Elmas al suo fianco e Alisson Santos e Vergara dietro l’unica punta Hojlund. L’inizio è stato veemente con gli azzurri subito minacciosi al 5’ con Hojlund che serviva Politano il cui tiro era parato a terra da Paleari. Trascorrono solo due minuti e il Napoli accende il Maradona con Alisson che crossa in area dov’è appostato sotto porta Olivera il tiro è deviato in angolo, sul corner il brasiliano riceve la sfera si libera di un difensore entra in area e sferra un gran tiro che finisce alle spalle di Paleari. Tutto come sette giorni fa ma stavolta in campo c’è un altro Napoli, non più lento e asfittico bensì veloce con passaggi precisi ed efficaci che mettono in crisi la difesa granata. Merito degli impegni settimanali non più pressanti dettati dall’uscita dalla Champions e anche dalla Coppa Italia? Certamente, con un organico ancora ridotto al limite e avendo solo l’impegno di campionato, i calciatori hanno ora la possibilità di essere più liberi mentalmente e allenarsi con più efficacia. Nell’ormai sciagurato conteggio degli infortunati Conte ha trovato sulla strada il recupero di Gilmour. Allo scozzese l’allenatore azzurro gli ha dato in mano le chiavi del centrocampo e lui lo ha diretto magistralmente appoggiando con precisione i proprio compagni facendo un gran filtro anche davanti alla difesa e non era scontato. Già perché D’Aversa ha schierato una squadra con due punte, gli ex Zapata e Simeone (quest’ultimo applaudito dallo stadio quando è stato sotituito n.d.r.) con il temibile Vlasic in appoggio, giocando con aggressività a tutto campo cercando di creare problemi al gioco del Napoli. I granata si sono fatti minacciosi due volte all’11’ e al 17’ proprio con Vlasic impegnando severamente Milinkovic-Savic un po' incerto. Sono stati gli unici due pericoli corsi dal Napoli, da quel momento in poi Gilmour si è issato su quel podio reso vacante da Lobotka e ha cominciato a dirigere l’orchestra azzurra dando anche spettacolo. Le fughe di Alisson Santos sulla sinistra e di Politano sulla destra hanno spinto la squadra mettendo gli avversari in grosse difficoltà. Hojlund prima con un gran tiro al 25’ e successivamente al 35’ con un colpo di testa ha sfiorato il raddoppio. L’intensità e la velocità del gioco azzurro non sono diminuite nel corso della ripresa, e qui sta il fattore che ha fatto la differenza con le ultime prestazioni. Squadra che ha giocato con lo stesso ritmo senza tirare i remi in barca, apparsa totalmente tonificata rispetto a quella vista finora e qui il discorso va ricollegato a quanto detto sopra, ma va anche fatta un'altra considerazione. Al rientro in camp dopo l’intervallo Conte ha tirato fuori Vergara (premiato come miglior giocatore del campionato italiano nel mese di febbraio prima della partita n.d.r.) e inserito Anguissa. Ecco cos’ha significato giocare finora senza questi grandi calciatori. Il camerunese, al suo ritorno in campo dopo tre mesi di assenza, non può essere ovviamente al massimo della condizione ma la sua presenza ha dato al centrocampo quella robustezza di cui se ne sentiva il bisogno. Sono fioccate le occasioni per il raddoppio svanite un po' per un soffio, come quella di Alisson al 48’, oppure negate dagli interventi di Paleari su Hojlund al 53’ e su Buongiorno di testa al 65’. Il portiere granata però è capitolato tre minuti più tradi quando su un cross di Spinazzola, Politano di testa appoggiava in area per Elmas, gran girata al volo del macedone e palla in rete. Incontenibile la gioia di questo ragazzo, ex granata ben distintosi tra l’altro con questa maglia, che ha voluto a tutti i costi tornare a Napoli. Commovente il bacio sul terreno di gioco inginocchiato. Napoli in completo controllo della partita e vicino al tris all’82’ con un gran tiro di Politano su cui Paleari doveva ancora una volta fare gli straordinari per evitare la segnatura. Un minuto più tardi ecco l’altro momento clou, il ritorno in campo tra gli osanna dei tifosi di Kevin De Bruyne al posto di uno stanchissimo Alisson Santos. La sua uscita unita più tardi a quella di Politano e Hojlund per Mazzocchi e Lukaku ha spento un po' la spinta del Napoli in attacco e nel finale il Torino, nel frattempo favorito da un atteggiamento azzurro non più pericoloso, accorciava le distanze con un colpo di testa di Casadei in angolo. Ultimi minuti convulsi con De Bruyne che con un’azione personale sfiorava la terza rete. Insomma un buon Napoli tonico che sta recuperando parte, perché per alcuni ormai si parla di rivederli in campo nella prossima stagione a meno di miracoli, dei suoi uomini migliori e sta recuperando anche una buona condizione fisica elementi utili per un finale di stagione molto intenso.

06 Marzo 2026 22:59 - Ultimo aggiornamento: 06 Marzo 2026 22:59
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