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Napoli-Verona: 2-2. "Arbitro e Var protagonisti al Maradona" di Giovanni Spinazzola

07 Gennaio 2026 20:52 —

Un solo punto quello guadagnato dal Napoli contro il Verona penultimo in classifica, ma è un risultato bugiardo che grida palesemente vendetta. Sapete bene come non è nostro costume attaccare gli arbitraggi anche quando la squadra azzurra è danneggiata, ma quando è troppo è troppo. Stasera il Sig. Marchetti “ben coadiuvato” dal VAR ne ha combinate di tutti i colori impedendo al Napoli di conquistare i tre punti che al tirare delle somme sarebbero stati meritati. Cominciamo da questi episodi per commentare questo mezzo passo falso della squadra di Conte nel cammino verso lo scudetto. Al 22’ gli azzurri erano in svantaggio quando su un traversone in area saltano Buongiorno e un attaccante avversario che pressa il difensore azzurro. Il pallone viene toccato dall’ex granata involontariamente, si vede chiaramente al rallentatore che l’azzurro non guarda neanche dove si trova il pallone, è una carambola bell’è buona. L’arbitro non fischia nulla ma interviene il VAR. Lungo conciliabolo poi è lo stesso direttore di gara che va a riguardare l’azione e concede il penalty tra le vivaci e giuste proteste degli azzurri. Sul dischetto si presenta Orban che manda il pallone nell’angolino basso dove nessun portiere può mai arrivarci. Napoli sotto di due reti. Una situazione che negli ultimi tre anni è sempre stata nefasta. Nella ripresa al 72’ su un cross di Politano c’è un'altra carambola, stavolta in area gialloblù, Hojlund è lesto a controllare il pallone e ad infilare Montipò. Giubilo in campo e sugli spalti, ma….Interviene nuovamente il VAR e vede un impercettibile tocco con il braccio dell’attaccante danese. Nuovo conciliabolo con il Sig. Marchetti e rete annullata. Abbiamo visto diverse volte l’azione al rallenty ma sembra che l’attaccante azzurro abbia toccato con il petto anziché con la mano il pallone. Fortunatamente nella ripresa il Napoli è stato talmente irresistibile da agguantare ugualmente il pareggio all’82’, ma è stato chiaro a tutti che se la rete di Hojlund fosse stata assegnata gli azzurri avrebbero potuto anche ribaltare completamente il risultato. Detto questo, bisogna poi analizzare la partita nel suo complesso. Conte ha mescolato un po' le carte rispetto alle ultime gare attivando un turn over sia per far rifiatare alcuni giocatori essenziali, sia in previsione della dura partita di domenica contro l’Inter. Fuori Neres per l’infortunio patito contro la Lazio e non potendo ancora far conto su Anguissa e Gilmour ancora alle prese con i propri infortuni, ha deciso di far riposare Spinazzola e Juan Jesus inserendo in formazione Gutierrez e Buongiorno, inserendo Lang al posto del brasiliano. Ebbene, nel primo tempo è stata palese la difficoltà del Napoli a tambureggiare la difesa veronese soprattutto sulle fasce. E’ lì che nasce la variabile offensiva che mette in difficoltà le difese avversarie. Non c’era Neres, d’accordo, ma è mancato soprattutto la spinta dello spagnolo. Sulla destra Politano ha cominciato alla sua maniera, ma anche lui ha trovato, con il passare dei minuti, difficoltà a sostenere l’azione. Lang ci ha messo volontà ma sulla trequarti e sulla destra l’azione offensiva era troppo lenta e non trovava sbocchi nella retroguardia veronese ben arroccata e facilitata dal ritmo blando del Napoli. Hojlund dal canto suo si dannava per liberarsi del proprio controllore tornando anche indietro per cercare appoggi che, ovviamente, non trovava con il risultato di trovarsi isolato e accerchiato dai difensori gialloblù. Nonostante ciò all’8’ Elmas è stato ben pescato davanti a Montipò ma il tiro è stato deviato dall’estremo difensore veronese in angolo. A centrocampo Lobotka e McTominay dovevano sobbarcarsi una mole di lavoro notevole sia a spezzare le trame offensive avversarie, sia a cercare di dare linfa all’attacco azzurro. Questo stato di cose era manna per il Verona che puntava sulla velocità dei suoi attaccanti e su un momento di inferiorità a centrocampo degli azzurri. Infatti alla prima occasione, al 17’, Sarr senza essere contrastato efficacemente da Gutierrez aveva camp libero per viaggiare sulla fascia e far partire un cross velenoso su cui Frese anticipava Di Lorenzio e con il tacco beffava Milinkovic-Savic. Ospiti in vantaggio e cinque minuti dopo raddoppiavano con l’azione del rigore che abbiamo sopra descritta. Un chiaro montante al volto del Napoli che lo mandava al tappeto. Un colpo di testa di Hojlund al 36’ era l’azione più pericolosa che la squadra riusciva a costruire fino al fischio d’intervallo. Dagli spogliatoi però dal brutto anatroccolo usciva il cigno che conosciamo. E’ bastato che Conte al 54’ mandasse dentro Spinazzola al posto di Gutierrez et voilà ecco in campo un'altra squadra. L’ex romanista con la sua velocità e le sue innegabili qualità tecniche mandava letteralmente in tilt la difesa gialloblù tant’è che cominciavano a fioccare le tanto agognate azioni pericolose che conosciamo. Hojlund finalmente trovava il giusto interlocutore e anche lo stesso Lang si rinfrancava, prima si faceva trovare pronto su un suggerimento facendo partire un gran tiro che Montipò deviava in tuffo in angolo e dallo stesso corner spediva in area un cross su cui McTominay non lasciava scampo. Sulle ali della ritrovata energia il Napoli chiudeva il Verona nella sua area andando prima a rete con Hojlund, annullata dal VAR, e successivamente con Di Lorenzo che finalizzava una pregevole azione di Marianucci, subentrato ad Elmas, che saltava un avversario per poi servire con un preciso passaggio il compagno. Nel finale il Napoli cercava anche la terza rete ma la stanchezza si faceva sentire e il match finiva in parità. 

07 Gennaio 2026 20:52 - Ultimo aggiornamento: 07 Gennaio 2026 20:52
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