Napoli si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell’oftalmologia italiana. Il 19 e 20 febbraio 2026, all’ “In Arte Vesuvio”, si terrà “Glaucoma Days 2026 – Glaucoma crossover: i crocevia fondamentali con le altre patologie oftalmiche”, meeting organizzato dal dottor Mario Sbordone, direttore della UOC di Oculistica del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e tra i maggiori esperti del campo. Il meeting è dedicato a un tema sempre più centrale nella pratica clinica contemporanea: l’interazione del glaucoma con le altre grandi aree della patologia oculare. L’idea che attraversa l’intero congresso è chiara: il glaucoma non può più essere considerato una malattia isolata, ma un crocevia clinico che si intreccia con eredodegenerazioni, patologie del cristallino, chirurgia corneale, retina medica, oncologia oculare, immunopatologie e chirurgia vitreoretinica. Un approccio trasversale che riflette la complessità crescente dei pazienti e la necessità di una visione multidisciplinare, capace di integrare competenze diagnostiche avanzate, innovazioni tecnologiche e nuove strategie terapeutiche. Il programma scientifico si sviluppa in due giornate dense di contenuti, alternando inquadramenti clinici, focus chirurgici, aggiornamenti su laser e nuove prospettive terapeutiche, fino alle implicazioni medico-legali della gestione del glaucoma. Ampio spazio è riservato al confronto tra clinici e chirurghi, alla discussione dei casi complessi e alle comunicazioni a tema libero, con uno sguardo anche ai dati epidemiologici, ai numeri della chirurgia in Italia e in Europa e ai percorsi formativi delle nuove generazioni. Un confronto ad altissimo livello grazie ad un panel di relatori e chirurghi provenienti da numerosi centri italiani, con una significativa rappresentanza campana, a testimonianza del ruolo attivo del territorio nel panorama oftalmologico nazionale. “Glaucoma Days 2026” si propone così non solo come evento di aggiornamento scientifico, ma come luogo di sintesi tra esperienza clinica, innovazione e organizzazione dei percorsi di cura. Un’occasione per mettere a fuoco le sfide attuali e future nella gestione di una patologia che resta tra le principali cause di cecità prevenibile, e che richiede oggi più che mai un dialogo continuo tra specialità diverse e tra ospedale, territorio e ricerca.

