A seguito alle dichiarazioni del deputato Francesco Emilio Borrelli e al possibile verificarsi di manifestazioni esterne che avrebbero potuto compromettere il regolare svolgimento dell’iniziativa, la presentazione del libro Lasciatemi morire in pace prevista il 21 febbraio al Teatro Diana è stata rinviata.
La Dott.ssa Antonella Staglianò, anestesista rianimatrice presso l’Azienda dei Colli di Napoli e autrice del libro, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Gentile deputato,
il tema del fine vita, per me anestesista rianimatrice, rappresenta il quotidiano.
Ogni giorno insieme ai miei colleghi curo pazienti gravissimi. Alcuni si salvano, altri no. Questi ultimi li accompagniamo alla morte con compassione e professionalità, come la nostra deontologia, ma soprattutto il nostro cuore ci impone. Un lavoro svolto passo dopo passo confrontandoci con i parenti e confortandoli quando l’esito è infausto. Lo faccio presso l’Azienda dei Colli di Napoli, dove lavoro con l’orgoglio e la certezza di fare parte di una realtà sanitaria di assoluta rilevanza, come abbiamo dimostrato anche nel periodo del COVID. Parlare del tema fine vita, le assicuro, è sempre opportuno. Semplicemente perché si muore tutti i giorni.
Mi creda nessuno più di un medico rianimatore conosce meglio quella sottile frontiera tra vita e morte. La percorriamo quella frontiera tra il respiro di macchine che spesso tengono in vita chi quel respiro non lo ha più. Molte persone arrivano in totale solitudine e senza alcun conforto alla morte. Questo per l’ospedalizzazione estrema del fine vita, per la disgregazione delle famiglie, per carenze normative.
Il libro che ho scritto è un invito a tutti a riflettere su questi temi. Un testo che affronta temi come accanimento terapeutico, cure palliative, suicidio assistito, eutanasia e trapianti, offrendo più punti di vista e riferimenti normativi. In questi giorni ne parlano tutti, ma le assicuro, negli altri giorni siamo soli insieme a malati e famiglie davanti a scelte dolorosissime.
Il libro vuole essere una guida, scritta in maniera semplice, per comprendere un tema con il quale tutti siamo chiamati a confrontarci.
Lei dice che la presentazione del libro non è opportuna in questi giorni, in cui la vicenda del piccolo trapiantato ha travolto emotivamente l’intero Paese.
Sono sicura che nel Suo ruolo di Parlamentare saprà impegnarsi su questo tema, come si è impegnato su temi come le assicurazioni delle auto, la macellazione dei cavalli e l’Istituzione della "Giornata Nazionale dell'educazione ai sentimenti", argomenti sui quali ha presentato proposte di legge. Normare questi temi è certo importante, ma le assicuro che non è certamente meno importante normare temi come il fine vita, l’assistenza ai malati terminali, la creazione di reti di assistenza domiciliare e di "hospice" per assicurare a tutti, anche agli ultimi, una morte nella dignità. Smettere di parlarne significa rendere invisibile il problema. E sono sicura che Lei non vorrebbe mai impedire un dibattito su questo tema. La società italiana e la politica sono in ritardo da anni. È il momento di parlare e agire, proprio ora!
Le assicuro che questo tema, con tutte le implicazioni, è vissuto tutti i giorni da tantissime famiglie a cui cerchiamo di offrire, oltre alla nostra professionalità, anche una carezza e un abbraccio per aiutarli a vivere nella maniera meno dolorosa possibile i frangenti più drammatici. Sono persone spesso abbandonate al loro destino a causa della carenza di strutture e di fondi per l’assistenza dei malati terminali. Soprattutto qui al Sud.
La questione del fine vita è anche legata al tema della marginalità sociale e della carenza, appunto, di fondi per un’assistenza compassionevole (ad esempio a casa). Questi sono i temi su cui ho voluto aprire una discussione e informare, anche attraverso un dibattito alla presentazione del libro, mettendo in evidenza quanto ci sia ancora da fare. Soprattutto dal punto di vista normativo.
E qui la politica può e deve incidere. Lei è stato consigliere regionale di maggioranza e sa bene che su temi legati al fine vita la Campania non è stata capace di varare una legge, mentre lo hanno fatto Toscana e Sardegna.
Ad ogni modo, se ha piacere a formarsi un'opinione più precisa sull'impostazione del mio libro, posso farle avere copia.
In quanto all’organizzazione dell’evento di domani, Le comunico che lo stesso è stato rinviato, avendo appreso che potrebbero verificarsi, all’esterno del teatro, manifestazioni contrarie che avrebbero - queste sì - leso il sentimento di vicinanza e di rispetto che tutti abbiamo e dobbiamo avere nei confronti del piccolo Domenico e della sua famiglia.»

