Che occasione ha perso il Napoli in questo penultimo turno di Champions League per guadagnare la qualificazione ai play off. In vantaggio di una rete e con un uomo in più per l’espulsione fischiata a Delaney per un fallaccio pericoloso su Lobotka si è fatto raggiungere sul pareggio da un rigore provocato da Buongiorno per un fallo in area. Il penalty calciato da Larsson è stato respinto da Milinkovic-Savic, ma l’attaccante danese è stato più lesto di tutti e ha ribadito in rete con il portierone azzurro ancora a terra. Mancavano 27’ al novantesimo più altri 6’ di recupero ma Di Lorenzo e compagni non sono stati in grado di realizzare il raddoppio, anzi pasticciando nei minuti finali. Una prestazione dai due volti, con un ottimo primo tempo ed una ripresa trascorsa più a girare il pallone che ad affondare fino al pareggio, poi una reazione isterica che ha prodotto poco o nulla. Cominciamo con dire che le assenze degli infortunati nella fase topica della gara si sono fatte sentire. Non è una giustificazione ma un dato di fatto. Conte con la partita in pugno e in vista del match contro la Juventus, quando Spinazzola è stato colpito duramente ha pensato più a preservarlo che a farlo stare in campo sostituendolo con Lang in odore di partenza. Sappiamo quanto sia quasi indispensabile l’ex romanista nell’economia del gioco della squadra con le sue qualità tecniche e la sua spinta tambureggiante sulla fascia, ed infatti nel primo tempo ha messo in crisi più volte la difesa danese e fino al suo avvicendamento il Napoli aveva costruito altre azioni per raddoppiare. L’olandese dal canto suo ha giocato con generosità fornendo anche alcuni spunti interessanti ma la sua frenesia lo porta spesso a sbagliare nell’ultimo passaggio, non si capisce se è la sua caratteristica oppure è la smania di mettersi in mostra. Ancora peggio quando è uscito il bravissimo Vergara e Ambrosino ha preso il posto di Gutierrez. Il giovane attaccante napoletano è stato decisamente insufficiente. L’allenatore azzurro lo ha inserito per dare più peso in attacco affiancando il solitario Hojlund aggrovigliato dalla ragnatela dei difensori danesi. Ambrosino invece è stato impalpabile commettendo anche diversi errori sia in fase di appoggio che nei traversoni. Raggiunto il pareggio il Copenaghen si è rintanato, ovviamente, nella propria area a difendere il prezioso risultato e come un deja vù si è assistito ad un Napoli giocare con una pressione costante ma inconcludente. Nel reparto arretrato Juan Jesus ha giocato con autorevolezza e precisione ben coadiuvato da Di Lorenzo, mentre Buongiorno dopo un buon primo tempo è calato visibilmente nella seconda frazione di gioco andando in affanno sulla punta danese tanto che al 69’ nel tentativo di fermarlo in area azzurra commetteva un fallo banale ma netto causando il rigore che ha deciso la partita. Dicevamo di un Napoli ben organizzato e deciso nei primi 45’ grazie anche al centrocampo che girava alla perfezione con Lobotka, Elmas e McTominay come sempre generoso e instancabile. Il colpo di testa dello scozzese con cui ha portato il Napoli in vantaggio al 39’ su un bel calcio d’angolo battuto da Elmas è stato potente e non ha dato scampo a Kotarski. Una nota va fatta per Vergara. Il ragazzino di Frattaminore al suo esordio in campo europeo da titolare ha giocato con lucidità senza farsi prendere dall’emozione mettendo in mostra le sue ottime qualità tecniche. Ha supportato la fascia, ha dato una mano al centrocampo con autorevolezza e ha sfiorato la rete personale in due occasioni: al 19’ quando servito da McTominay ha saltato un avversario tirando un bel diagonale sibilando e al 49’ quando in piena area danese ha controllato il pallone di petto e ha fatto partire un tiro parato da Kotarski. Due azioni che sono un indice di personalità e carattere. Si chiude quindi una serata che poteva essere un’apoteosi ed invece ha lasciato l’amaro in bocca con la qualificazione ridotta ora al lumicino.

