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Juventus-Napoli: 3.0. "Ci resta solo la Champion's" di Giovanni Spinazzola

25 Gennaio 2026 21:55 —

Netta sconfitta all’Allianz Stadium di Torino di un Napoli ridotto ai minimi termini. Ci voleva una squadra tonica per tornare a casa con un risultato positivo contro una Juventus rinvigorita da quando Spalletti ne ha preso il timone, non certo quella falcidiata dagli infortuni e con alcuni titolari non al meglio della condizione. Alla vigilia del match l’allenatore azzurro ha dovuto masticare ancora amaro quando anche Mazzocchi e Milinkovic-Savic hanno dovuto dare forfait. Tuttavia, mentre il portierone bosniaco è stato sostituito dal rientrante Meret quella del difensore napoletano forse nei piani di Conte è stata più dura da digerire considerata la grinta e soprattutto le buone esibizioni nelle ultime partite. A ciò poi bisogna anche aggiungere la cancellazione dalla lista di Marianucci e Ambrosino. I due ragazzi in procinto di essere ceduti si sono rifiutati di allenarsi, apriti cielo. Una decisione che sarebbe stata censurata da qualsiasi allenatore figuriamoci da Conte. Non vogliamo entrare nei particolari anche perché le voci che circolano sulla decisione presa dai due ragazzini non sono ufficiali, ma al di là di ciò resta comunque il fatto di un comportamento irriguardoso soprattutto perché messo in atto da due giocatori che si sono appena affacciati nel giro di una grande squadra e hanno ancora tanto da imparare. Una situazione che ha costretto il Napoli a recarsi a Torino con undici in campo, due soli giocatori che fanno parte della rosa titolare, uno appena aggregato alla squadra, Giovane proveniente dal Verona, un altro appena recuperato, Lukaku, e tre della primavera. Aggiungiamo poi che Spinazzola, in forse per un dolore al ginocchio, è stato recuperato in extremis ed ecco spiegato, prima ancora di entrare in campo la netta sconfitta. Poteva mai il Napoli ridotto in queste condizioni fermare una Juventus che non vedeva l’ora di rifarsi delle ultime sconfitte patite dagli azzurri e mettere nel mirino il piazzamento tra le prime quattro? Certo che no, ed infatti sul campo la partita fin dalle prime battute si è subito messa in salita per Di Lorenzo e compagni. Conte ha cercato di opporre una squadra che potesse dargli delle garanzie con Juan Jesus nella posizione di centrale di difesa, Di Lorenzo e Buongiorno ad agire ai suoi lati, Gutierrez e Spinazzola sulle fasce, Lobotka, McTominay a centrocampo, Elmas e Vergara dietro Hojlund al centro dell’attacco. Si è visto subito però che gli juventini avevano una marcia in più. Correvano come i pazzi facendo circolare il pallone in velocità e ben presto il Napoli ha dovuto pensare a preoccuparsi di tenere in piedi l’assetto difensivo per non cedere. Al 18’ una gran botta da fuori area di Thuram si stampava sul palo, un gran campanello d’allarme. Al 22’ la Juventus passava in vantaggio. David in area riceveva un buon assist, Spinazzola si faceva sfuggire l’attaccante bianconero che solo davanti a Meret non aveva difficoltà a superarlo. Napoli sotto shock e la Juve che imperversava, passano pochi minuti ed è Buongiorno, letteralmente sulla linea di porta ad evitare il raddoppio. Passato il momentaccio gli azzurri si riprendevano cercando di rendersi pericolosi. Vergara, di gran lunga il migliore tra gli azzurri, sulla fascia metteva in ansia la difesa bianconera e Spinazzola dall’altra parte del campo cercava di fare altrettanto. La pressione metteva un po' in difficoltà la retroguardia juventina e al 39’ su un invitante pallone in area Hojlund viene cinturato da Bremer il pallone sfila e finisce a Vergara che viene platealmente spinto, ci sarebbero tutti gli estremi per un rigore, ma l’arbitro dice che va tutto bene e il VAR resta in silenzio. Nella ripresa il Napoli sembra più pimpante e mette in difficoltà la Juve costretta ad arretrare. Al 57’ Vergara è protagonista di una splendida azione personale. Ruba il pallone sulla trequarti e s’invola verso l’area bianconera, resiste ai tentativi, anche fallosi, del suo marcatore arriva sulla linea dei sedici metri e viene atterrato, la punizione battuta da Gutierrez è da dimenticare.  Dieci minuti dopo è Di Lorenzo che arriva a fondo campo fa partire un cross su cui deve uscire Di Gregorio per evitare ad Hojlund di impattare. Nel momento migliore però un errore in fase di disimpegno di Juan Jesus, fino a quel momento protagonista di una buona partita, spiana la strada a Yiiliz per il raddoppio. E’ la mazzata decisiva. Conte fa entrare prima il neo arrivato Giovane e nelle battute finali anche Lukaku. Il raddoppio però spegne definitivamente il Napoli che all’86’ prende la terza rete con un tiro da fuori area di Kostic. E’ la capitolazione e finiscono anche le speranze di poter ancora lottare per lo scudetto. L’Inter è a +9 e solo un miracolo può far cambiare le cose a favore degli azzurri e mercoledì altra partita clou, stavolta in Champions League, contro il Chelsea occorrerà vincere per qualificarsi per i play off.

25 Gennaio 2026 21:55 - Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2026 21:55
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