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Napoli-Fiorentina: 2-1. "Crack Di Lorenzo, azzurri sempre più nei guai" di Giovanni Spinazzola

31 Gennaio 2026 21:25 —

Torna al successo il Napoli dopo la doppia sconfitta in campionato, contro la Juventus, e in Champions League, contro il Chelsea costata l’eliminazione dal torneo. Una partita non facile per gli azzurri vuoi per un altro impegno a distanza di soli tre giorni da quello europeo, vuoi perché l’avversario da affrontare era la Fiorentina sempre più invischiata nella lotta per non retrocedere, assetata quindi di punti da conquistare.

Prima di entrare nella cronaca c’è da rilevare l’ennesimo grave infortunio subìto da un azzurro e stavolta a farne le spese è Giovanni Di Lorenzo. Al 25’ impegnato in un contrasto aereo in un momento di pressione viola nella ricaduta impattava duramente sul campo e restava a terra in preda al dolore. Subito accorsi sanitari, compagni di squadra e avversari resisi conto della serietà dell’infortunio. Il capitano restava a terra per cinque minuti ed usciva dal campo in barella.

Gli esami clinici emetteranno la diagnosi ma a occhio nudo sembra che abbia ceduto il ginocchio con la conseguenza che, nella migliore delle ipotesi, sarà fuori per un bel po' di tempo, nella peggiore, la sua stagione è finita. Non resta altro che alzare le mani al cielo in segno di rassegnazione, già perché tra guai muscolari e quelli di gioco il Napoli si ritrova con un organico ridotto al lumicino e francamente non si sa più a quale Santo votarsi per chiedere la fine di questo stillicidio.

Parlare di tecnica, tattica è sempre più un esercizio da demandare ad un mago o un prestigiatore più che a un allenatore di calcio. A memoria non si ricorda una simile sequenza di infortuni capitati ad una stessa squadra di alta classifica nello stesso campionato, fatto sta che il Napoli ha subìto e sta subendo un serio danno a quelle che erano le sue ambizioni e, quello che fa più rabbia, per colpa di fatalità. Se è ancora in lotta per importanti traguardi lo si deve solo all’ammirevole abnegazione dei giocatori che stanno dando tutto quello che hanno in corpo lottando probabilmente anche al di sopra delle proprie possibilità fisiche. Di Lorenzo fino a quel momento aveva giocato una buona gara spingendo sulla fascia e creando l’occasione per il raddoppio al 23’ quando su un cross velenoso in area viola si era creata una mischia sotto porta sventata sulla linea. Due minuti dopo doveva uscire sostituito da Olivera. Detto questo occorre dire che il Napoli è entrato in campo con il piglio giusto giocando in velocità e con precisione negli appoggi. Fin dai primi minuti ha messo in difficoltà la difesa avversaria andando vicino alla rete prima con Hojlund e poi con Gutierrez. Preludio al vantaggio che arrivava con una gran giocata del gioiellino azzurro Vergara. Questo ragazzino sta sempre più dimostrando di essere in possesso di grandi doti tecniche, non solo ma dimostra di avere anche una spiccata personalità e carattere che sono in questo momento oro colato per la squadra. All’11’ su un lungo lancio di Meret il ragazzino di Frattaminore controllava il pallone a centrocampo e s’involava in velocità verso De Gea trafiggendolo. Passava un minuto e su cross di Spinazzola McTominay s’inventava una spettacolare rovesciata in piena area viola sfiorando il palo. La Fiorentina reagiva e al 25’ andava vicino al pareggio con un colpo di testa di Piccoli su cui Meret volava mandando il pallone sul palo e sulla ribattuta di Gudmundsson a pochi passi il portiere azzurro si esibiva in una gran parata deviando oltre la traversa. Scampato il pericolo gli azzurri riprendevano in mano il comando del gioco sotto la direzione di Lobotka, nuovo capitano dopo l’uscita di Di Lorenzo, ben coadiuvato da McTominay e da Vergara, mentre sulla fascia sinistra agiva Elmas e sulla destra un sempre più convincente Gutierrez efficace sia nella zona difensiva che offensiva. In difesa Buongiorno diventava un baluardo in area. Sulla spinta il Napoli andava vicino alla rete prima con un’azione travolgente di Elmas, il cui tiro veniva rimpallato e successivamente con Hojlund, ben servito da Vergara il cui tentativo sfiorava il palo. Nella ripresa al 49’ arrivava il meritato raddoppio con una magia di Gutierrez. Lo spagnolo veniva servito da Vergara, e appena dentro l’area viola faceva partire un tiro a giro imparabile che s’infilava alle spalle di De Gea. La Fiorentina a questo punto aveva una reazione rabbiosa, alzava il baricentro del gioco andando a pressare gli azzurri. La doccia fredda arrivava al 57’ quando Dodò a centrocampo catturava un pallone involandosi verso Meret serviva Piccoli in area, Meret compiva una prodezza sul suo tiro ma nulla poteva sulla ribattuta di Solomon che accorciava le distanze. La stanchezza cominciava a farsi sentire nelle gambe degli azzurri che, tuttavia, andavano vicino alla terza rete con Hojlund in altre due occasioni. Nel finale la Fiorentina operava un pressing asfissiante per raggiungere il pareggio. Vanoli faceva entrare anche Kean aumentando il volume d’attacco. Lobotka e compagni stringevano i denti e tiravano tutte le residue forze che avevano. McTominay diventava un gladiatore andando a strappare il pallone dai piedi degli avversari impedendone l’efficacia nella costruzione della manovra e al triplice fischio dell’arbitro il boato del Maradona accompagnava i propri beniamini negli spogliatoi.

31 Gennaio 2026 21:25 - Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2026 21:25
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