09 Febbraio 2026 - Aggiornato alle 01:35
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Genoa-Napoli: 2-3. "Con la rabbia agli occhi" di Giovanni Spinazzola

08 Febbraio 2026 00:35 —

Tre punti d’oro per il Napoli che espugna il Marassi al termine di una partita dov’è successo di tutto. Le lancette dell’orologio non avevano neanche finito il primo giro che un passaggio maldestro di Buongiorno serve Vitinha che entra nell’area azzurra, Meret gli esce incontro nell’impatto lo tocca e il genano finisce a terra. L’arbitro non fischia nulla, ma interviene il VAR. Massa va a rivedere le immagina e concede il rigore ai rossoblù, Malinovskyi va sul dischetto spiazza il portiere azzurro e porta la sua squadra in vantaggio. Davvero un inizio da incubo. Nei primi 10’ il Napoli fa fatica a riprendersi, la squadra di De Rossi con la velocità dei suoi giocatori e il pressing asfissiante a tutto campo impedisce agli azzurri di coordinarsi. Lobotka e McTominay decidono di prendere in mano la squadra e il Napoli comincia a prendere quota. Al 13’ un cross di Spinazzola raggiunge lo scozzese la cui conclusione è alta. E’ il primo segnale di svolta, da questo momento in poi l’azione dei ragazzi di Conte diventa più serrata ed è il Genoa ad andare in difficoltà, tant’è che al 20’ arriva il pareggio al termine di un’azione corale che vede Lobotka servire McTominay nell’area genoana, pronto il tiro dello scozzese che viene respinto da Bijlov ma in agguato c’è Hojlund che manda il pallone in rete. Trascorrono solo 2’ e McTominay da venticinque metri estrae fuori dal suo magico cilindro un'altra perla, gran botta e pallone che s’infila nell’angolino basso a sinistra del portiere rossoblù. Rincorsa terminata e situazione capovolta. Sull’abbrivio il Napoli prende in pugno la partita si rende padrona del campo facendo circolare il pallone con efficacia e rapidità. Lobotka comanda le operazioni e lo scozzese gli dà una sostanziosa mano, non è invece efficace Vergara anticipato spesso dal suo marcatore e soprattutto impreciso nel controllo del pallone e nel dialogo con i compagni. Non si può certo pretendere dal ragazzino di Frattaminore che sia sempre efficiente, bisogna sempre tenere presente che è appena alla sua terza partita da titolare e paga il dazio dell’inesperienza. Sulle fasce anche Gutierrez fa un passo indietro, presidia bene la zona difensiva ma fa mancare alla squadra la spinta in avanti, d’altra parte assente Di Lorenzo non è che gli si possa chiedere di più, sicchè tocca a Spinazzola sostenere la spinta in attacco e lo fa egregiamente. Nel reparto arretrato prezioso il recupero di Rrahmani che giganteggia sia in area azzurra che nell’anticipo sugli attaccanti avversari, mentre Juan Jesus ha il suo daffare a contenere le sfuriate di Norton-Cuffy cavandosela con esperienza. In attacco Hojlund fa impazzire il suo marcatore che cerca di tenerlo in tutti i modi possibili. Nel finale del tempo Malinovskyi tira una gran botta dal limite dell’area ma Meret con un gran volo devia in angolo. E’ però a questo punto che la partita ha una sua seconda svolta. McTominay dopo un allungo si tocca la coscia un po' al di sotto del gluteo. Conciliabolo con Conte che gli chiede di resistere fino al fischio d’intervallo. Nella ripresa è Giovane che subentra al suo posto che si sposta sulla fascia mentre Elmas va a dare una mano a Lobotka nella zona nevralgica del campo. La situazione cambia di colpo. Il macedone, che nel primo tempo aveva disputato una buona gara, messo nel suo ruolo naturale ha cercato di dare il meglio di sè ma per statura tecnica non è certamente lo scozzese tant’è che è toccato allo slovacco, con i gradi di capitano, rimboccarsi le maniche. A Lobotka non solo è toccato il ruolo di impostare le manovre di attacco o spezzare le trame offensive dei padroni di casa ma anche dare una mano alla difesa messa sotto pressione dai genoani che, resisi conto della pesante perdita del Napoli, ha cominciato fin dal fischio d’inizio della ripresa a martellare con il suo gioco veloce. Ed ecco la terza svolta della partita. Correva il 57’ e Buongiorno serve un altro regalo ai padroni di casa. Nella fascia centrale del campo si addormenta, Colombo gli ruba la sfera s’invola verso Meret e sulla sua uscita disperata lo infila imparabilmente. Doppio errore per l’ex granata in questa partita, sembrava essere tornato sui giganteschi livelli dello scorso anno ed invece stasera ne ha combinata una più grossa dell’altra. In evidente stato di confusione Conte lo toglie dal campo inserendo Beukema, le lacrime che rigano il volto del giocatore azzurro dicono tutto sul suo stato d’animo. Tutto da rifare quindi con un Napoli però ben diverso rispetto ai primi 45’ in chiara ed evidente difficoltà sotto la spinta della squadra di De Rossi che intravede il colpaccio. Il Napoli tuttavia reagisce e va vicino alla segnatura prima al 63’ quando Spinazzola serve in area Gutierrez, il tiro dello spagnolo viene rimpallato, il pallone finisce a Lobotka che però conclude alto, e dieci minuti dopo sempre con l’ex romanista che dopo una galoppata sulla fascia fa partire un gran tiro in diagonale che sfiora il palo. Ma le sorprese non sono finite perché al 73’ Juan Jesus trattiene sulla trequarti un avversario e viene ammonito. Già ma è il secondo cartellino giallo e di conseguenza viene espulso, Napoli dunque in dieci uomini nell’ultimo quarto d’ora. Situazione difficilissima per gli azzurri e Conte decide subito di far uscire l’evanescente Giovane inserendo Olivera per rafforzare il dispositivo difensivo e andare via almeno con un pareggio visto come si erano messe le cose in campo. Da questo momento in poi ovvio assalto del Genoa che però veniva ben respinto dagli azzurri. De Rossi si giocava tutte le sue carte inserendo anche altre punte, ma le iniziative si spegnevano di fronte al bunker azzurro che tentava di rendersi pericoloso in contropiede, ed è a 2’ dalla fine del recupero che arriva l’ultimo colpo di scena. Vergara in area rossoblù finalmente dava vita al suo repertorio facendo perdere la testa a Cornet che lo toccava mandandolo a terra. Massa non fischiava nulla. Capannello dei giocatori del Napoli che gli chiedevano di andare a vedere l’azione. Interveniva il VAR e l’arbitro andava a rivedere cosa fosse successo al monitor e concedeva il rigore. Sul dischetto andava Hojlund che realizzava il goal-partita. Ora, il tocco in area c’è stato anche se lieve, ma era lo stesso che Meret aveva preso Vitinha dunque se era rigore il primo non poteva che essere rigore il secondo ed infatti così è stato. Tre punti quindi presi per il collo al termine di una partita dai mille risvolti. Sicuramente merito della squadra che ha sempre lottato fin dal primo minuto non arrendendosi agli avversari e alle avversità.

08 Febbraio 2026 00:35 - Ultimo aggiornamento: 08 Febbraio 2026 00:35
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