02 Marzo 2026 - Aggiornato alle 17:27
POLITICA

Cnpr forum, come cambia il rapporto tra fisco e crescita economica

02 Marzo 2026 11:42 —

“Con l’approvazione della rottamazione quinquies è la prima volta che si può rateizzare a lungo termine il debito fiscale pregresso, cioè quanto è stato dichiarato ma non si è riusciti a pagare, in nove anni. Il secondo dato positivo è che si tratta di rate uguali, bimestrali, senza maxi-acconti. È dunque abbastanza facile aderirvi: via sanzioni e interessi, e per la rateizzazione si paga un interesse del 3%, leggermente più alto rispetto alle precedenti rottamazioni. Altro elemento positivo è che non si decade per il mancato pagamento di una sola rata, come avveniva prima, ma solo con il mancato pagamento di due rate. Si tratta quindi di una rateizzazione lunga, che va incontro a chi non è riuscito a pagare le imposte pur avendole regolarmente dichiarate. Rispetto alla proposta iniziale della Lega, identica alle precedenti rottamazioni e rivolta a tutti coloro che avevano ricevuto cartelle esattoriali, la platea è stata leggermente ridimensionata per trovare un accordo con gli alleati di Governo, escludendo purtroppo chi ha cartelle da accertamenti. Speriamo di poterli includere più avanti, realizzando una rottamazione con la stessa platea delle precedenti, coniugando buon senso ed equità”.

Lo ha dichiarato Alberto Luigi Gusmeroli (Lega) presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati, nel corso del Cnpr forum “Pace fiscale e programmazione tributaria, come cambia il rapporto tra fisco e crescita economica”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

“Con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale - ha sottolineato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Avs in Commissione Agricoltura della Camera - credo sia possibile fornire elementi utili al fisco nella lotta all’evasione. Ritengo a dir poco furbesco parlare di condoni con il termine pace fiscale. Si tratta di condoni che troppo spesso premiano chi viola le regole e i tanti furbetti che cercano di aggirare le normative. Mi chiedo quali siano le misure premiali per chi paga regolarmente le tasse. Bisognerebbe tenere fuori i grandissimi evasori che approfittano di queste possibilità. Così facendo abbiamo costruito fondato sulla furbizia, sull’ignoranza e sull’evasione. Un Paese che diventa sempre più sudamericano che per il quarto anno registra un segno meno nella produzione industriale. I super ricchi aumentano e diventano sempre più ricchi: come ci sono riusciti? Quali settori hanno beneficiato della loro crescita? Quasi nessuno, perché parliamo in gran parte di speculazioni favorite da normative di comodo che uccidono la borghesia e i ceti più poveri che non a caso sono raddoppiati. Vediamo una concezione del fisco che premia i grandi evasori e colpisce in modo brutale la middle class e i più poveri”.

Fiducioso per le prossime manovre Andrea De Bertoldi, parlamentare della Lega in Commissione Finanze a Montecitorio: “Avremmo voluto introdurre una versione più ampia della rottamazione quinquies, estendendola anche a chi è in regola con la rottamazione quater; tuttavia, per ragioni di copertura finanziaria, non è stato possibile. Lo stesso vale per i contribuenti destinatari di accertamenti. L’obiettivo è stato sostenere l’economia e i cittadini, mantenendo attenzione agli equilibri delle finanze pubbliche.

I riscontri internazionali, anche con il miglioramento del rating dell’Italia, hanno registrato positivamente questo sforzo. La rottamazione è pensata per cittadini onesti che, pur volendo adempiere, non hanno potuto versare quanto dovuto. Confidiamo che nei prossimi mesi si possano creare le condizioni per fare un passo ulteriore.

Abbiamo inoltre evidenziato criticità del concordato, strumento che avrebbe dovuto garantire maggiore stabilità nel rapporto tra fisco e contribuente ma che presenta rigidità. Sarebbe stata preferibile una misura come la flat tax incrementale, capace di premiare chi cresce applicando una tassazione ridotta sull’incremento di reddito. Con la prossima legge di bilancio valuteremo interventi migliorativi”.

Critiche arrivano da Toni Ricciardi, esponente del Pd in Commissione Finanze della Camera: “Parliamo continuamente di rottamazione, ma il vero nodo è comprendere quali siano i numeri effettivi del gettito fiscale. Negli ultimi anni, infatti, i risultati sono stati meno soddisfacenti rispetto alle aspettative. È comprensibile che, in sede di manovra di bilancio, vengano stanziate somme che, almeno sulla carta, consentono di programmare interventi; tuttavia, occorre poi verificare quale sarà l’esito reale in termini di entrate.

Ritengo che il principio costituzionale della progressività fiscale — secondo cui ciascuno deve contribuire in proporzione alla propria capacità reddituale — rappresenti un punto fermo. Tuttavia, se si ricorre a strumenti come il concordato preventivo, si ammette implicitamente di non essere in grado di quantificare e controllare con precisione l’imponibile dei contribuenti.

Per questo motivo, sarebbe necessario procedere verso una semplificazione del sistema. Tale obiettivo, però, diventa difficile da raggiungere se le norme vengono elaborate dagli stessi soggetti che ne sono destinatari: è arduo pensare che possano introdurre disposizioni volte a semplificare l’attuazione o a incidere sulla propria attività professionale”.

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “Il 30 aprile scadrà l’adesione alla rottamazione quinquies uno strumento per la pace fiscale che aiuta i contribuenti a rendere più sostenibili i debiti con l’erario. Insieme al concordato preventivo biennale è davvero una svolta per la certezza fiscale di imprese e professionisti che rischia però di trasformarsi in una gabbia rigida che non tiene conto dell’andamento reale dell’economia. Oltre a proseguire sulla strada della ricerca di una compliance efficace, altro punto determinante sarà rafforzare gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale per colmare il gap di competitività con le principali economie europee”. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “A chi ha sempre pagato puntualmente dispiace quando si parla di rottamazioni in maniera agevolata. Ma andava messo un freno al disagio di alcuni contribuenti che non ce l’hanno fatta a pagare e a quello dello Stato che ha in pancia una enormità di crediti di dubbia e difficile riscossione. Sul concordato preventivo sicuramente si sarebbe potuto e dovuto fare meglio. Si parla però troppo poco del recupero della materia imponibile che resta nascosta al fisco. In Italia troppi pagano troppo poco e così non va bene”. 

02 Marzo 2026 11:42 - Ultimo aggiornamento: 02 Marzo 2026 11:42
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