Nel cuore di Napoli, al primo piano dello storico negozio di via Toledo 329, apre al pubblico il “Mario Talarico Museum – The Lord of the Umbrellas”, uno spazio espositivo permanente dedicato alla storia dell’ombrello e alla tradizione artigianale napoletana. L’inaugurazione è prevista per il 22 maggio 2026 alle ore 11:00 alla presenza delle istituzioni cittadine e dell’attrice Ornella Muti.
Il progetto è stato coltivato per quasi vent’anni da Mario Talarico Jr. e da sua moglie Svetlana e prende forma come luogo aperto alla città: circa 70 metri quadrati, ingresso gratuito, un percorso che attraversa l’Ottocento e il Novecento restituendo atmosfere, oggetti e storie legate a uno dei mestieri più identitari della cultura napoletana.
Il museo è concepito come un appartamento d’epoca, dove ogni vetrina racconta un frammento di memoria. Tra i protagonisti, figure centrali dello spettacolo e della cultura italiana come Totò, la famiglia De Filippo e Eduardo Scarpetta, accanto a personalità del mondo istituzionale, religioso e internazionale.
Accanto ai cimeli, trovano spazio anche oggetti di scena: ombrelli utilizzati nel teatro e nel cinema, tra cui quelli impiegati in “Natale in casa Cupiello” e modelli appartenuti a Totò. Non semplici oggetti, ma strumenti che hanno attraversato il tempo, il palcoscenico e la vita quotidiana.
La storia della famiglia Talarico affonda le radici nel 1860 e attraversa cinque generazioni. Da allora, la lavorazione artigianale dell’ombrello con legni interi, sete di San Leucio, manici in materiali naturali, è rimasta fedele a un sapere tramandato, pur aprendosi nel tempo a una dimensione internazionale. Oggi la bottega esporta in tutto il mondo ed è stata scelta da papi, sovrani e attori di Hollywood.
Il museo rappresenta il secondo museo dell’ombrello in Italia, dopo quello di Museo dell’Ombrello e del Parasole, e nasce con un obiettivo semplice: restituire alla città un pezzo della propria storia e offrire ai visitatori un’esperienza autentica, capace di raccontare il valore del lavoro artigiano. Un museo piccolo nelle dimensioni, ma che intende custodire, raccontare e lasciare una traccia.
All’inaugurazione è prevista la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo culturale. L’evento è patrocinato da Comune di Napoli, Fondazione Eduardo De Filippo, Real Casa di Borbone delle due Sicilie e Principe Antonio De Curtis in arte Totò. Partner sono Gran Caffè Gambribus, Caffè Borbone, Quostro – il bistrot della Fondazione Foqus e Agricola Bellaria. La scelta di queste collaborazioni non è casuale ma insegue l’obiettivo di mettere insieme realtà napoletane che raccontano la città come portatrice di cultura in tutto il mondo.

